Un crowdfunding per abbattere l’ecomostro

borgo berga

A Vicenza tra Monte Berico e la villa La Rotonda del Palladio il paesaggio da qualche anno è cambiato. Alla confluenza dei fiumi Retrone e Bacchiglione, tra i tetti di casette e villette, è sorta in poco in tempo quella che per i vicentini è una spina nel fianco: Borgo Berga, definito dalle associazioni ambientaliste un “ecomostro”. Borgo Berga in questa città non è solo il simbolo dell’abusivismo edilizio – la Procura della Repubblica ha contestato il reato di “lottizzazione abusiva” per tutta l’area in cui è stato costruito – è anche un elemento di pericolo: è costruito su un’area a rischio idrogeologico elevato, tanto che è stato inserito da Legambiente nel dossier “Effetto Bomba” del 2015 come uno dei 10 edifici del Belpaese che andrebbero abbattuti perché con la loro presenza peggiorano gli effetti delle calamità naturali legate ai cambiamenti climatici.

Si tratta di una superficie di circa 100mila metri quadrati che è stata coperta da una colata di cemento non ancora conclusa, e che le associazioni ambientaliste sperano verrà prima o poi abbattuta perché realizzata compiendo violazioni delle norme urbanistiche e ambientali. È con questo obbiettivo che Legambiente Vicenza, Italia Nostra sezione di Vicenza e il Comitato contro gli abusi edilizi si sono attivati dando il via a una campagna di crowdfunding dal titolo “Abbattiamo gli abusi! Cosa pagheresti per vederlo sparire?”. La campagna è appena partita e andrà avanti fino al 10 luglio sulla piattaforma “Produzioni dal Basso”, all’interno della quale anche Banca Etica ha un suo network.

 

«Oltre che strumento di finanziamento per sostenere le spese legali della battaglia – spiegano le associazioni – la campagna sarà un modo per far conoscere, anche al di là dei confini vicentini, il caso Borgo Berga e stimolare una riflessione sulle difficoltà del nostro Paese a riconoscere l’inestimabile valore della storia, dell’architettura, ma anche del paesaggio e dell’ambiente, che possono essere il vero volano verso uno sviluppo sostenibile». È stato scelto un titolo forte per ribadire che abusi edilizi e cementificazione devono subire uno stop prima che la bellezza dei nostri territori sia compromessa per sempre.

Parallelamente alla campagna le tre associazioni hanno organizzato un concorso di selfie che servirà a farla conoscere e a far giungere la comunicazione ai più giovani. Il titolo è “Fatti un selfie con il mostro!”. L’invito è infatti quello ritrarsi insieme al mostro Borgo Berga e postare la propria foto sui social, con associati gli hashtag #mostroborgoberga e #stopecomostri, perché diventino virali. Alla fine della campagna verranno assegnati dei premi alle migliori foto. Per aderire alla campagna e fare una donazione è possibile accedere alla pagina della piattaforma. Qualsiasi altra informazione si trova sul sito di Legambiente Vicenza.

La canzone “mostro, mostro, mostro”

Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *