Ecodom primo in Italia per Raee gestiti

Cresce raccolta in tutte le Regioni, bene il Sud Italia. Evitate 805.869 tonnellate di CO2

Raee

Un totale di 95.889 tonnellate di Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) gestite nel 2016, pari al 33,9% del totale dei Raee in Italia. Bene sia sul fronte ambientale, con un totale di oltre 805mila tonnellate di Co2eq non emesse in atmosfera, sia su quello dell’economia circolare, visto che grazie all’attività di Ecodom sono state riciclate oltre 84mila tonnellate di materie prime seconde, dal ferro al vetro.

Più di tutti fa il Nord, con il 57% delle quantità di Raee gestite dal consorzio, seguito dal Sud con il 23% e dal Centro con il 20%. Gli incrementi maggiori? Al Sud, dove la raccolta pro-capite è cresciuta del 18,3% nel Raggruppamento R1 (Freddo e Clima, ovvero frigoriferi, congelatori, condizionatori, ecc.) e del 57,4% nel Raggruppamento R2 (Grandi bianchi, ovvero lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua, ecc.).

 La Lombardia si conferma la Regione in cui Ecodom gestisce la maggiore quantità di Raee; da segnalare, l’aumento cospicuo registrato in Sardegna (+21,9%) e in Sicilia (+52,9%). Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto di Sostenibilità 2016 di Ecodom, il più importante Consorzio italiano di gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, presentato oggi a Roma.

Altro dato importante: quasi l’88% dei materiali che compongono i Raee viene riciclato. Delle quasi 96mila tonnellate di Raee gestite nel 2016 sono state riciclate 84.206 tonnellate di materiali. Il rapporto fra tonnellate di materiali riciclati e tonnellate di Raee gestite, che esprime l’efficienza nell’attività di recupero, si è mantenuto stabile e pari all’87,8% anche nel 2016.

Le percentuali di materiali riciclati risultano, pertanto, essere significativamente al di sopra di quanto previsto dalla legge che fissa come obiettivo l’80% per R1 e R2 e una soglia tra il 55 e il 70% per R3 e R4. Tra i materiali recuperati: ferro (oltre il 61,4%), cemento (10,4%), materie plastiche (9,5%), alluminio e rame (2%) e vetro (1,1%). Oltre alle quantità riciclate, altre 4.344 tonnellate di materiali (4,5%) sono state destinate alla valorizzazione energetica.

“L’attività di Ecodom – spiega Giorgio Arienti, direttore Generale Ecodom – è orientata interamente alla tutela ambientale. Dal Rapporto emerge che nel 2016 il corretto trattamento dei Raee e un’attenta organizzazione della logistica hanno permesso di evitare l’emissione in atmosfera di 805.869 tonnellate di Co2eq, una quantità pari a quella generata dal traffico automobilistico in tutta la provincia di Milano per 30 giorni”.

Il riciclo di 84.206 tonnellate di materie prime seconde “ha permesso inoltre un risparmio di energia di quasi 97 milioni di kWh, corrispondente al consumo elettrico annuo di una città di 83.000 abitanti, come Grosseto – sottolinea Arienti – Se tutti i Raee generati (R1 e R2) in Italia fossero gestiti con performance pari a quelle ottenute da Ecodom nel 2016 i risultati sarebbero ancora più eclatanti: oltre 1,4 milioni di tonnellate le emissioni di Co2 evitate (pari alla quantità di Co2 assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la Provincia di Milano) e un risparmio energetico di oltre 230 milioni di kWh (pari al consumo elettrico annuo di una città di 198.000 abitanti, come Brescia)”.

Bene anche sul fronte economico: nel 2016 i ricavi generati dal Consorzio sono stati pari a oltre 30 milioni di euro, con un incremento rispetto al precedente esercizio del 4,4%, di cui oltre 17 milioni deri¬vanti dagli Eco-contributi Raee (ECR), oltre 9 milioni dalla valorizza-zione delle materie prime-seconde e più di 3 milioni da linee di business diverse dalla gestione dei Raee domestici.

Il Consorzio Ecodom è costituito da 27 tra i principali Produttori di elettrodomestici in Italia, che in termini di quota di mercato detengono il 50,3% nel Raggruppamento R1 e il 65,4% di R2. I Punti di Prelievo serviti da Ecodom, distribuiti su tutto il territorio nazionale, sono 4.558 (il 62% nel Nord, il 15% al Centro, il 23% al Sud), di cui 2.051 per R1 e 2.436 per R2, 7 per R3 e 64 per R4. Il numero dei Punti di Prelievo dei Raggruppamenti R3 e R4 è sensibilmente inferiore, poiché le aziende consorziate sono principalmente produttrici di grandi elettrodomestici.

Il trasporto dei Raee (cioè il percorso che va dai Punti di Prelievo agli Impianti di Trattamento) conta 41.969 viaggi nel 2016, con un aumento del 18,1% per effetto dell’incremento delle quantità di Raee gestite, ma diminuisce la distanza media percorsa (da 102,7 a 95,5 km/viaggio) grazie a un importante lavoro di ottimizzazione della logistica. Il 61,8% degli automezzi utilizzati per il trasporto è appartenente alle categorie Euro 5 ed Euro 6, rispetto al 52,6% dell’anno precedente.

Gli impianti di trattamento sono 41 e su questi Ecodom opera un attento monitoraggio delle performance ambientali, al fine di verificare il rispetto degli elevatissimi standard qualitativi richiesti contrattualmente. Ap¬plicando la metodologia Weeelabex, nel 2016 sono stati eseguiti 15 audit in Italia (di cui 8 su fornitori di Ecodom), utilizzando anche auditors di terza parte opportunamente formati. Le ve¬rifiche sugli impianti italiani si conclu¬deranno nella prima metà del 2017.

Insomma, “anche nel 2016 – dichiara il vice presidente Ecodom Maurizio Bernardi – Ecodom ha saputo distinguersi nel panorama nazionale dei Sistemi Collettivi di gestione dei Raee per la costante ricerca dell’eccellenza operativa, sia per quanto riguarda i ritiri dalle isole ecologiche sia per le modalità di trattamento, e per la continua proposta di occasioni di riflessione per i propri stakeholder”.

“Una di queste – aggiunge – è la pubblicazione del Rapporto di Sostenibilità, che rendiconta la nostra attività dal punto di vista economico, ambientale e sociale: abbiamo scelto di essere trasparenti, seguendo le linee guida del GRI-Global Reporting Initiative, e assicurando sia la completa tracciabilità dei dati sia la verificabilità dei calcoli effettuati, perché crediamo che la trasparenza sia un elemento differenziante in un contesto spesso opaco”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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