Dobbiamo prenderci cura dei nostri cuori

L’EDITORIALE. Oggi il Papa, incontrando i terremotati, ha raccomandato di ricostruire i cuori prima delle case. Recuperare presto e bene le opere d’arte nelle zone del sisma è la condizione necessaria per ricostruire il futuro. Noi di Legambiente stiamo collaborando da mesi per farlo. Ma da 10 giorni non abbiamo indicazioni su come poter aiutare ed essere utili

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Oggi il Pontefice, incontrando i terremotati, ha raccomandato di ricostruire i cuori prima delle case. È così semplice: recuperare presto e bene le opere d’arte presenti nelle zone colpite dal sisma e non allontanarle dai luoghi di provenienza è la condizione necessaria per ricostruire il futuro a partire dalle identità culturali e dalle comunità. Bisogna prendersi cura dei cuori delle persone rinsaldandone l’appartenenza e il senso di sicurezza. Dopo aver perso tutto molti di loro, rappresentati dai Sindaci, chiedono di non perdere la propria storia. Noi di Legambiente stiamo collaborando da mesi per recuperare i beni culturali mobili da sotto le macerie. Avremmo potuto fare molto di più e più rapidamente se la Sovrintendenza delle Marche ci avesse usato meglio. Per questa nostra osservazione – che era ed è un’offerta di aiuto e supporto – siamo stati puniti ed i nostri volontari non sono più stati attivati. Sì, bisogna prendersi cura dei cuori e i burocrati devono riscoprire i loro. Qui non si tratta di fare i primi della classe ma di collaborare tutti insieme nella più grande opera di messa in sicurezza dei beni culturali mai tentata nella nostra storia. I volontari sono una risorsa preziosa ma sono anche uomini e donne liberi di commentare, criticare, proporre e fare foto. Al contrario ci è stato chiesto di tacere, di non fare foto, di non raccontare. Noi ovviamente abbiamo disobbedito e da 10 giorni non abbiamo notizie ed indicazioni su come poter aiutare ed essere utili. Stiamo parlando di decine e decine volontari formati per intervenire in casi di emergenza per mettere in sicurezza i beni culturali mobili. Noi pensiamo siano una risorsa per questo Paese, alcuni li vivono come lesa maestà evidentemente. Allora lo ribadiamo: si deve fare presto, si deve fare bene e poi le opere d’arte vanno lasciate il più possibile vicino alle zone colpite. Le opere più danneggiate possono essere inviate fuori Regione per il restauro ma il resto può essere organizzato con esposizioni locali dedicate a scolaresche e turisti magari con l’attivazione di laboratori per il restauro. Un modo per raccontare il passato ma soprattutto per guardare al futuro. Noi siamo a disposizione…abbiate cuore!

Presidente nazionale di Legambiente, e-mail: presidente@legambiente.it
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