Decreto inceneritori, le associazioni criticano

Inceneritore di Parma

«Stessi punti critici e stesse ipotesi irricevibili». Questo in sintesi il commento di Zero Waste Italy, Fare Verde, Greenpeace, Legambiente e WWF Italia alla vigilia della discussione di domani 20 gennaio nella Conferenza Stato Regioni della nuova bozza del Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) attuativo dell’art. 35 del decreto legge n. 133/2014 che individua gli inceneritori considerati strategici a livello nazionale, il cosiddetto “Sblocca Italia”, già respinto a settembre grazie alla mobilitazione delle associazioni e a un vasto fronte di Regioni che ne rigettarono l’impostazione e il disegno del governo.

«La nuova Bozza di Decreto, pur riducendo gli inceneritori strategici da 12 a 9 conferma gli assunti erronei pro-inceneritori di quello precedente, a partire da quello principale e più marcatamente sbagliato: pretrattamento dei rifiuti urbani residui (RUR) = incenerimento», spiegano le Associazioni che oggi hanno scritto al Ministero dell’Ambiente . «Si continua a puntare sull’incenerimento quando l’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo. E la bozza di decreto presuppone che per corrispondere alle necessità di trattamento del rifiuto, obbligo previsto dalla Direttiva 99/31 sulle discariche, sia necessario far passare il RUR attraverso sistemi di trattamento termico. Ma non è così, e lo ribadiamo al Ministro dell’Ambiente Galletti, che con questo assunto testimonia il suo sbilanciamento a favore dell’incenerimento, in contrasto con le sue dichiarazioni pubbliche».

«La recente approvazione del “Collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014” da parte del Parlamento italiano prevede una serie di interventi che vanno in assoluta controtendenza rispetto a questa bozza di Dpcm, con ulteriori misure sulla prevenzione, il ritorno del vuoto a rendere, la promozione del compostaggio di comunità, lo stop al divieto del conferimento in discarica dei rifiuti ad alto potere calorifico ecc., misure che rendono ancor più macroscopici gli errori di impostazione della Bozza – hanno concluso i rappresentanti delle associazioni – Invitiamo il Ministro dell’Ambiente Galletti a ripensarci, aprendo un confronto vero per definire strategie e strumenti operativi che consentano davvero di procedere sulla strada della riduzione dei rifiuti, del recupero e riuso dei materiali e dello smaltimento della quota residua dei rifiuti in linea con le normative e gli scenari europei. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo di idee ed esperienze».

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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