Bagnoli, De Magistris incalza Renzi

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Bagnoli, ex polo industriale di Napoli, porta ancora i segni del degrado dovuto a un’industrializzazione selvaggia. Tra il 1985 e il 1992 Italsider, Cementir, Eternit e altre attività chiusero lasciando disoccupazione e inquinamento. Il Governo Renzi ha nominato un commissario straordinario ma i cittadini di Bagnoli e il Comune di Napoli si oppongono al commissariamento. Il sindaco Luigi De Magistris spiega a Nuova Ecologia le ragioni di questa posizione.

Sindaco, perché si rifiuta di partecipare alla “cabina di regia” su Bagnoli voluta dal commissario Nastasi?
Per diversi motivi. Prima di tutto la nostra amministrazione aveva fatto e approvato in Consiglio un piano per Bagnoli, con una delibera che prevedeva la rimozione della colmata a mare, le bonifiche, il lungomare, la spiaggia pubblica bene comune di tutti, l’archeologia industriale, il parco verde, l’edilizia sostenibile, un polo di ricerca e di innovazione tecnologica. Questo piano è stato fortemente condiviso con la popolazione e con la società civile. Poi il 14 agosto del 2014, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione, il Sindaco di Napoli, hanno fatto un accordo nel quale oltre a disporre tutto quello che era necessario per la ricostruzione di Città della Scienza (danneggiata da un incendio il 4 marzo 2013, ndr) si stabiliva che per Bagnoli il Governo facesse le bonifiche e che insieme al Comune e alla Regione, si decidesse il futuro del quartiere. Pochi giorni dopo il Presidente del Consiglio, nell’art.33 dello Sblocca Italia ha stracciato l’accordo, scavalcato gli organi costituzionali della città di Napoli e ha commissariato Bagnoli.

E le altre motivazioni?
Il 3 dicembre del 2013 io ho emesso un’ordinanza, che adesso ha avuto la definitiva conferma dal Consiglio di Stato, “Chi inquina paga” e attraverso un complicato lavoro di ricerca abbiamo individuato i due principali soggetti inquinanti di Bagnoli. Parliamo di Fintecna e Cementir. Fintecna spa è detenuta da Cassa Depositi e Prestiti, che è del Governo, e Cementir è del gruppo Caltagirone. L’impressione che ho è che questi soggetti, come contropartita dell’obbligo di risarcire i danni da inquinamento, abbiano fatto pressioni per avere in qualche modo mano libera, e infatti il commissario può derogare il piano regolatore, può aumentare le cubature di cemento, può stringere accordi attraverso il soggetto attuatore, che è una società per azioni, quindi una cordata di privati, con i proprietari dei suoli fra i quali ci sono grossi gruppi, e c’è anche qualche “prenditore” fortemente legato a un certo tipo di politica.

Ma Renzi sostiene che il commissariamento renderà le cose più rapide.
Allora deve spiegarci perché dal 2014 ha nominato il commissario solo oggi. La verità è un’altra. Nel protocollo del 2014, era previsto un accordo di programma che avrebbe creato proprio quella semplificazione amministrativa che serviva per fare presto. Noi quel protocollo l’abbiamo rispettato, e se l’avessimo fatto tutti ora staremmo inaugurando i primi risultati.

Foto dell'area di Bagnoli

Mentre in Prefettura si teneva la “cabina di regia” Lei era in strada a manifestare con i comitati.
Io sono un sindaco di strada. Da alcuni anni ormai giro tutta la città, tra l’altro lo faccio in modo non programmato, senza avvisare, trovo la situazione reale, non una situazione costruita apposta perché arriva il Sindaco. Questo mi aiuta a capire le cose belle che si fanno e che ci sono in città e le cose brutte, le sofferenze, i problemi.

E quale immagine di Napoli esce fuori da questo incontro?
Una città problematica, ma molto vivace rispetto ad altre città italiane che in questo momento vivono una fase di decadenza. La gente si sta rendendo sempre più protagonista del cambiamento e della cura della città, partecipa alla vita cittadina, alla vita politica, a curare gli spazi, a riappropriarsi di zone abbandonate. È la città d’Italia che negli ultimi tre anni cresce di più in termini turistici, sta ritornando a essere un’attrattiva internazionale, perfino la Apple viene a investire qui. Niente a che vedere con la città della campagna elettorale del 2011, sommersa dall’emergenza rifiuti e culturalmente spenta. Significa, come dire, che si è presa un’altra strada.

Educatrice ambientale, pedagogista, autrice di narrativa per ragazzi a tema ambientale. Scrive per alcune testate dell’isola d’Ischia in tema di attualità, ambiente, didattica. Le sue ricerche più recenti riguardano il rapporto fra cura dell’ambiente e felicità individuale.
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