Dall’Ue la nuova etichetta

Sono oltre 13 milioni gli italiani che  acquistano online, spendendo ogni  anno 12,8 miliardi di euro (Rapporto  Italia 2013 di Eurispes), in tutta l’Ue  i miliardi diventano 267. Eppure,  stando al Rapporto etichetta furbetta,  risultato della campagna europea  Market-watch realizzata da 12 associazioni  ambientaliste (fra cui le italiane Legambiente e  Movimento difesa del cittadino), i … Continua la lettura di Dall’Ue la nuova etichetta

Sono oltre 13 milioni gli italiani che  acquistano online, spendendo ogni  anno 12,8 miliardi di euro (Rapporto  Italia 2013 di Eurispes), in tutta l’Ue  i miliardi diventano 267. Eppure,  stando al Rapporto etichetta furbetta,  risultato della campagna europea  Market-watch realizzata da 12 associazioni  ambientaliste (fra cui le italiane Legambiente e  Movimento difesa del cittadino), i dieci negozi  virtuali più cliccati non danno informazioni  esaustive su performance di efficienza energetica,  rumore e consumo d’acqua nel 90% degli  elettrodomestici in vendita. Adesso però la situazione dovrebbe  cambiare. Da gennaio infatti  le nuove misure sull’efficienza  dell’Ue, secondo la direttiva  quadro Energy labelling (2010/30/  Ue), impongono ai negozi sul web  d’indicare le etichette energetiche complete dei prodotti, oltre  alla classe di appartenenza del  prodotto in vendita, in maniera  da rendere più facilmente  comparabile la prestazione. «Ci aspettiamo che proprio i più grandi  negozi online, come Amazon ed  Ebay, siano i primi a mettersi in  regola – dice Francesco Luongo,  vicepresidente di Mdc – E in ogni  caso auspichiamo che tutti i siti  adempiano alla normativa».  Ma le novità non finiscono qui.  Altre arrivano dai regolamenti  attuativi della direttiva Eup  2009/125/Ce (Directive for  energy-using products), nota  anche come direttiva Ecodesign.  Tutti gli apparecchi connessi in  rete (router, decoder, stampanti  o anche televisori) dovranno  avere uno stand by automatico  che li ponga in modalità basso  consumo quando non sono attivi,  lo stesso dovrà valere anche  per le macchine del caffè. Dal  prossimo settembre, inoltre, sarà  obbligatorio immettere nel mercato  solo caldaie a condensazione in  grado di recuperare gran parte del  calore latente contenuto nei fumi,  consentendo un rendimento del  106% contro il 92 degli impianti  tradizionali. Infine, l’etichetta  energetica interesserà dispositivi  aggiuntivi rispetto a quelli attuali , sempre nell’ottica  di aiutare i cittadini a effettuare  acquisti virtuosi. Entrambe le  direttive rientrano nella strategia  energetica europea e faranno risparmiare 166 Mte (tonnellate  equivalenti di petrolio) di energia  primaria. Le imprese dovranno  adottare criteri orientati alla  riduzione dell’impatto ambientale  utilizzando la “Valutazione del ciclo  di vita” in tutte le fasi, smaltimento  compreso, dei dispositivi. Le  famiglie potranno risparmiare  mediamente 45 euro l’anno che  potrebbero diventare 465 nel 2020.  I paesi Ue potranno ridurre del 23%  le importazioni di gas.  Nei regolamenti è prevista  l’applicazione di penali fino a  40.000 euro per l’Ecodesign e  150.000 per l’Energy labelling e  il ritiro dei prodotti non a norma.  Ma si riuscirà ad applicarle? Per  renderle effettive occorrerebbe  investire su controlli adeguati,  soprattutto sui prodotti extra  Ue, per tutelare le aziende che  investono in ricerca e innovazione.  Un ruolo importante lo svolgeranno  sul versante tecnico l’Enea e su quello sanzionatorio le Camere di  commercio. La vera rivoluzione  sta nel fatto che la Commissione  europea per la prima volta  ha stabilito regole univoche e  dettagliate per l‘intera Unione. E  l’Italia? «Purtroppo nella partita  sull’efficienza energetica non sta  giocando un ruolo di avanguardia  − spiega Davide Sabbadin,  responsabile efficienza energetica  di Legambiente − È il secondo  paese europeo per produzione  di elettrodomestici dopo la  Germania, dovrebbe battersi per  l’ecosostenibilità dei suoi prodotti  perché solo tutelando le aziende  qualificate si può reggere la  concorrenza». Un chiaro sintomo  di miopia perché le nuove regole  potrebbero rendere più competitive  le aziende europee e incrementare  il fatturato di 55 miliardi a conferma  che l’attenzione alla sostenibilità può  rappresentare la scelta vincente per  uscire dalla crisi.    

Laureata in scienze politiche indirizzo economico, ha lavorato all'Istat, giornalista pubblicista nel 2004 è stata tra i fondatori del settimanale online "Il foglietto della ricerca", ha ricoperto incarichi istituzionali nei quali occupata di cultura, lavoro, scuola, ambiente, politiche sociali
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