Life Tib: un corridoio per gli animali

di CLARISSA FERRARIO

Una pozza d'acqua, autogrill per gli animali (foto di Marco Tessaro)
Una pozza d’acqua, autogrill per gli animali
(foto di Marco Tessaro)

Passaggi per animali, riqualificazione di zone umide, diffusione di siti riproduttivi, pozze per anfibi, muretti a secco per rettili, nidi artificiali per uccelli, bat box, alberi habitat: queste le opere realizzate dal progetto Life TIB (Trans insubria bionet) per consentire agli animali di spostarsi tra il Parco Lombardo della Valle del Ticino e il Parco del Campo dei Fiori. L’importanza di questa infrastruttura, riassunta dallo slogan “Vive solo chi si muove”, è di portata nazionale e consente agli animali di migrare dagli Appennini alle Alpi attraversando la Pianura Padana, dapprima lungo il corridoio naturale della Valle del Ticino e poi superando l’ostacolo della zona sud della Provincia di Varese, che negli ultimi decenni ha subito una pesante cementificazione con conseguente frammentazione e distruzione degli habitat naturali necessari per la sopravvivenza di diverse specie. “Il mutamento del clima ha causato desertificazioni di habitat e gli animali non hanno più disponibilità trofica: le zone umide fungono da autogrill e preservarle o crearne di nuove contribuisce alla sopravvivenza di molte specie” afferma Massimo Soldarini, referente Lipu Lombardia e promotore del Tib, per spiegare l’intensificazione di spostamenti di animali negli ultimi anni. Questa infrastruttura si sta mostrando fondamentale per salvaguardare la fauna. “Lupi, istrici e molti altri animali utilizzano il corridoio del Ticino per dirigersi a nord – spiega Dario Furlanetto, direttore del Parco dell’Adamello ed ex direttore del Parco Ticino – ma ci sono migrazioni anche in senso contrario. Ad esempio il picchio nero, di grande valore ornitologico e fino a pochi anni fa limitato alle aree alpine, è disceso lungo i boschi del Ticino dove nidifica”. Quando fu direttore del Parco Ticino, Furlanetto si impegnò a salvaguardare la naturalità e la funzionalità del corridoio dalla minaccia dell’aeroporto Malpensa, creando i presupposti per il Life Tib. La realizzazione di questa infrastruttura è stata possibile grazie alla collaborazione di naturalisti, urbanisti, ingegneri, tecnici, amministratori pubblici, avvocati e facilitatori per i processi partecipativi, e la sua storia inizia quasi dieci anni fa.

Una giovane volpe catturata da una fototrappola all'uscita da un tunnel (Foto di Nicola Gilio)
Una giovane volpe catturata da una fototrappola all’uscita da un tunnel
(Foto di Nicola Gilio)

“Il Tib – spiega Sara Barbieri, ingegnere della Provincia di Varese e coordinatrice del progetto – non ha precedenti a livello italiano a questa scala e rappresenta il “coronamento” di un lavoro molto complesso, iniziato nel 2007 con il progetto Natura 2000 VA che, finanziato da Fondazione Cariplo e realizzato con Lipu, ha definito corridoi ecologici e varchi a scala locale. L’impegno è proseguito nel 2009 con la realizzazione di uno studio di fattibilità per la tutela e l’implementazione dell’area più critica, il corridoio Campo dei Fiori – Ticino, che ha ruolo prioritario anche a livello sovranazionale perché è l’unico passaggio in grado di connettere le Alpi con gli Appennini. Nel 2010 la Provincia, insieme con Lipu, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, ha partecipato al bando LIFE+2010 con il progetto Tib, ottenendo il finanziamento. Il progetto Tib è partito nell’ottobre 2011 e si è concluso nel dicembre 2015. è un progetto concreto, nel quale la metà del budget complessivo (circa 3.100.000 euro), è stata spesa per realizzare opere di deframmentazione e di miglioramento ambientale. Ma la vera impresa – prosegue Barbieri – è stata intervenire in tempo per proteggere le aree minacciate, attraverso il Contratto di Rete, sottoscritto da 32 comuni. In questi casi la comunicazione è importantissima a tutti i livelli ed è responsabilità di chi lavora su questi temi farla molto bene, per evitare che la mancanza di conoscenza o una comunicazione sbagliata possano creare ostacoli alla realizzazione della rete ecologica o addirittura nemici”.

Ripristino di un muretto per rettili (foto di Marco Tessaro)
Ripristino di un muretto per rettili
(foto di Marco Tessaro)

Aspetto, quest’ultimo, focale per Massimo Soldarini, che ama definire il proprio impegno “un’attività missionaria di conversione e sensibilizzazione dove la forza di coinvolgimento è fondamentale. Alcuni anni fa – aggiunge – non c’era attenzione verso la rete ecologica ma grazie al molto predicare ora ci sono nuovi proseliti perché implementare una rete di dimensioni europee ha reso orgogliosi i sindaci.” La realizzazione del LIFE Tib è quindi una storia a lieto fine non solo per gli animali. “Non siamo l’unica specie ad avere diritto a vivere su questo pianeta. Anzi – chiosa Dario Furlanetto – stiamo mettendo in pericolo molte altre specie con le nostre azioni scellerate. Un po’ più di umiltà e di coscienza aiuterebbe a superare l’egoismo di specie e quello del proprio personale interesse”. Il Tib ha un ruolo fondamentale per preservare la straordinaria ricchezza di flora e fauna del nostro Paese, speriamo faccia da esempio ad altre iniziative simili.

Il progetto è visitabile sul sito www.lifetib.it

mtessaro-lago-di-varese
Le prealpi varesine, punto d’arrivo del Life TIB (foto di Marco Tessaro)

 

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *