Dal buio alla tavola

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Da metà primavera a fine estate possiamo piantare nel nostro orto una gustosa verdura che si può consumare sia cotta che cruda, con poche calorie ma ricca di fibre, vitamine, minerali e con un gusto molto particolare. È l’indivia belga, una varietà di Cichorium endivia, originaria del paese fiammingo anche detta indivia Witloof. Al contrario delle altre due indivie più conosciute (quella riccia e quella liscia) che hanno le foglie a cespo come le insalate, l’indivia belga ha le foglie serrate fra di loro, tanto da farla somigliare a una pannocchia bianca.

La semina si effettua in campo, ben drenato e fertilizzato con letame maturo, ponendo i semi a una profondità di un centimetro e in fila distanti 30 cm. Man mano che le piantine crescono, si diradano fino a lasciarne una ogni 15-20 cm sulla fila. In modo da farle crescere rigogliose. All’arrivo del freddo, quando le foglie iniziano ad appassire va effettuata un’operazione particolare che la leggenda vuole nata da un caso fortuito accaduto a un contadino belga nell’800: estraiamo con delicatezza le nostre piante dal terreno, tagliamo le radici più piccole lasciando solo quella principale, spuntando anch’essa.

Tagliamo le foglie ad un centimetro circa dalla base e mettiamo le nostre piante in cassette (vanno bene quelle in legno da frutta alte) in cui avremo posto uno strato di letame di 10 cm ed uno strato di 15 cm di terriccio leggero ricco di sabbia. Innaffiamo periodicamente e temiamo in un luogo buio e fresco. Dopo qualche settimana avremo le nostre candide indivie pronte. Tagliamole alla base, ben presto ne spunteranno altre.

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