Con l’arrivo dell’estate, il fatto che gran parte del nostro Stivale viva sul mare e del mare, per milioni di cittadini e di turisti balneari è l’inizio di un momento dell’anno in cui momenti di felicità si vivono sulle spiagge in comunione con le acque. È un luminoso regalo della Natura. Ovviamente, però, anche la realtà più disegnata e sognata sfogliando i giornali e osservando altri mezzi d’informazione, nasconde degli aspetti che immalinconiscono le aspettative, “Irregolari nove stabilimenti su dieci”. “Innovazioni non autorizzate”. “Faremo rivedere il mare ai cittadini di Ostia”.

Ruspe in azione. Apertura dei varchi e demolizione dei chioschi abusivi. Scrive Preiti sul Corriere della Sera: “Chi contrappone il mare alla cultura non sa molto dei comportamenti delle persone che ameranno visitare Ostia antica, il Colosseo, i Musei Vaticani e tuttavia apprezzare anche il sole e la sabbia di Ostia…”. Questa ripulita e questo riportare il più possibile alle regole da troppi anni sregolarizzate speriamo interessi tutto lo Stivale, dove purtroppo la cultura della furbizia impedisce a molti cittadini di godere persino della vista dell’orizzonte.

Stiamo da anni distruggendo le nostre bellezze naturali, col risultato di condannare uno dei paesi più belli del mondo a diventare una specie di “sconosciuto” nella terra in cui il cittadino trascorre le sue ore desolate. Dice Serge Latouche: «Siamo tutti tossici da lavoro e da consumi». Invece di ottenere dal nostro stivale il meglio che il mondo ci invidia, noi continuiamo, col prezioso ausilio dei grandi agglomerati criminali, a inquinare la terra, le acque dolci, il mare. Continuiamo a degradare il patrimonio storico, a non curare il mondo del turismo, a non difendere le regole segnate nel nostro paese.
Amen

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