Cristo non uccideva agnellini ( o altri animali)

 

lorenzo con credits

Non possiamo che inorridire di fronte alla uccisione di tanti esseri viventi ed inorridiamo ancora di più quando tali uccisioni si vogliono far passare per tradizioni, per lo più sacre. Per chi non sapesse come vengono macellati gli agnelli può vedere questo video investigazione fatto da Esseri Animali.

Uccidere (o far uccidere per portarselo a tavola) un cucciolo indifeso di pochi giorni per “festeggiare” la resurrezione di colui che si è sacrificato in nome dell’amore è senza dubbio un gesto violento e crudele, un comportamento schizofrenico quanto terribile, nonchè irrispettoso di quel grande essere che è stato ed è Gesù Cristo.

Cristo non uccideva esseri viventi, Cristo sarebbe inorridito e si sarebbe opposto di fronte all’uccisione di un cucciolo in suo nome.

Il gesto di Cristo sulla croce è amore allo stato puro, amore incondizionato anche verso coloro che lo volevano morto; anche nella sofferenza estrema della croce, le sue parole sono state di perdono “Padre perdonali perché non sanno ciò che fanno”. Ed una vita risorta e dedicata all’amore,  delle parole così profonde non possono essere “festeggiate” uccidendo cuccioli indifesi (o altri animali):  è intollerabile eticamente, ma anche storicamente.

Tutto il Nuovo Testamento, da Paolo a Giovanni, dal Libro degli Atti all’Apocalisse, è unanime nel vedere in Gesù «l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (Giovanni 1, 29). Cristo viene appunto paragonato ad un agnello, il cucciolo più indifeso, che viene ucciso dall’ignoranza, che diventa cattiveria e violenza, delle persone che lo mettono in croce. Portare nella tavola pasquale un cucciolo ( o altro animale) ucciso con violenza è la continuazione della stessa ignoranza e violenza che ha messo Cristo, un Maestro per l’umanità, in croce.

Non è un comportamento schizofrenico festeggiare l’amore universale con la morte ?

Addirittura l’arcivescovo di San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro afferma dalla pagine di Famiglia Cristiana “la Pasqua Cristiana non c’entra niente con la strage degli agnelli” (leggi articolo) e conclude la sua lettera dicendo “siamo attivi attraverso i nostri canali di formazione, perché questa mattanza abbia fine, non avendo nulla a che fare con la celebrazione della nostra Pasqua cristiana”.

Ma oltre a ciò è cosa nota che Gesù Cristo fosse vegetariano. I cristiani delle origini lo erano, lo era San Francesco che fece della parola di Cristo la sua via. San Francesco proteggeva gli animali, non li uccideva. le stesse regole monastiche prevedono l’astensione dal cibarsi dalla carne, sia per empatia verso gli animali, sia per ricerca spirituale (non ci si può certo nutrire di violenza quando si ricerca energie così sottili e pure)

Fu l’imperatore romano Costantino col Concilio di Nicea del 325 a cercare di far sparire ogni traccia del vegetarianesimo di Cristo.

Nel concilio di Nicea si decise quali vangeli accettare e quali rendere apocrifi, e nei vangeli “accettati” furono tolti la maggior parte dei riferimenti alla scelta vegetariana del Cristo. Come afferma lo storico svizzero Burckhardt la religione per Costantino fu un semplice instrumentum regni.
(Burckhardt, Costantino il Grande e i suoi tempi, tr.it. Longanesi 1957)

Il cristianesimo era ormai molto diffuso e popolare nell’impero romano e quindi fu per lui utile avvicinarsi al cristianesimo e gestire politicamente il crescente fenomeno religioso. La politica di Costantino mirava a creare una base salda per il potere imperiale nella stessa religione cristiana, di cui era dunque importantissima l’unità e chiaramente al tempo stesso non creare troppi sconvolgimenti nelle abitudini ( alimentari e non) del popolo romano

E’ noto peraltro che Costantino fosse un grande mangiatore di carne e non era certo  interessato nè a cambiare le proprie abitudini nè a una sincera conversione religiosa, ma piuttosto il suo unico interesse fu  mantenere il potere.

Tuttavia nonostante i tentativi e le modificazioni delle parole dei Vangeli, rimangono ancora tante tracce nei vangeli stessi dell’amore di Cristo per ogni essere vivente: celebre è la frase “ciò che fate ai più piccoli è come se lo faceste a me”. (Matteo 25,40)

Di Osea, ( il terzo profeta più citato nei Vangeli), sono le parole che ritroviamo citate da Cristo in Matteo 12.7 “Desidero misericordia, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Osea 6:6).

Ma anche senza dover citare fonti storiche e vangeli, qualcuno avrebbe davvero  il coraggio di pensare che un uomo di luce di amore come fu Cristo sarebbe stato capace di uccidere un essere cucciolo ed indifeso ? Di strapparlo alla propria Madre per farlo a pezzi ? 

Amici ed amiche, celebriamo l’amore ed il rispetto per ogni essere vivente a Pasqua ed ogni altro giorno e facciamo che la forchetta sia uno strumento di gioia e pace e non di morte. E chi ancora non è vegetariano o vegano, guardi un video di una macellazione e poi rifletta in cuor suo se vuole essere complice di tanta sofferenza o violenza o se invece vuole spezzare tale catena di sofferenza decidendo di diventare veg. 

 

 

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