Costruire l’Elettricità Futura

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Energie fossili con fonti rinnovabili. Generazione distribuita con centralizzata. è questa la complicata alchimia che il nuovo soggetto energetico Elettricità Futura, nato il 28 aprile scorso, dall’unione di assoRinnovabili e Assoelettrica, vorrebbe realizzare. Un progetto ambizioso che, nelle intenzioni delle due associazioni dovrebbe portare alla transizione energetica in una maniera lineare, portando a fine vita gli impianti fossili più “virtuosi” come i cicli combinati a gas e facendo crescere le rinnovabili. Insomma un percorso che faccia andare avanti il processo di decarbonizzazione dell’economia, senza sconvolgere i mercati attuali. E magari facendo crescere la generazione distribuita. «Costruire un sistema nel quale fonti convenzionali e rinnovabili lavorano assieme», qesto è ciò che è stato detto da Simone Mori, presidente di Assoelettrica in apertura dell’assemblea a cui ha replicato il Presidente di assoRinnovabili Agostino Re Rebaudengo che ha detto: «Con questa fusione si conferma come il mondo delle rinnovabili sia parte integrante del sistema energetico italiano, pronto ad affrontare le sfide poste dalla transizione energetica. Sono certo che la nuova Associazione saprà interpretare e tutelare al meglio gli interessi di tutta la filiera elettrica italiana».

Ma l’intervento significativo è stato quello del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che ha detto: «La fusione tra le due associazioni è molto importante, non solo all’esterno ma anche all’interno, perché prevede l’ingresso in Confindustria di altre 600 imprese in più, quelle di assoRinnovabili che erano esterne al sistema Confindustriale. Non è quindi una fusione che rientra nella riforma Pesenti ma che va oltre. Ed è molto significativo che il sistema dell’energia faccia sistema».

Confindustria, quindi ha vinto le ritrosie interne verso le rinnovabili, come quelle del settore degli energivori che solo pochi anni fa plaudivano al ritorno del nucleare in Italia e oggi guardano con sospetto alla decarbonizzazione e all’inevitabile ingresso in un prossimo futuro di una carbon tax che inizerà a inserire nell’economia i costi climatici. Elettricità Futura, infatti, ha identificato come driver principali della propria azione la decarbonizzazione, l’efficienza energetica, l’elettrificazione dei consumi finali, l’innovazione tecnologica e la mobilità elettrica. Ma Boccia si è spinto ancora più in la. «L’Italia è il secondo paese industriale d’Europa e dobbiamo essere più competitivi. Ne abbiamo le potenzialità. – ha proseguito Boccia – Se c’è un mercato competitivo per l’energia elettrica, anche e soprattutto per attraverso l’efficienza energetica, diventa competitivo tutto il paese. E il percorso che ha dato alla luce a Elettricità Futura ha il significato netto di superare le proposte categoriali legando le gli interessi del Paese con quelli delle nostre imprese».

È un passaggio chiave questo di Boccia che ha evidentemente sotto agli occhi la scollatura che c’è tra il mondo delle imprese e l’opinione pubblica. «Il sistema confindustriale deve avere una visione strategica anche in vista della Sen e dei nuovi obiettivi comunitari. -ha detto concludendo Boccia, spostando il discorso a livello continentale  – L’evoluzione del parco di generazione europeo, il phase out del nucleare e la decarbonizzzione impongono l’innovazione e in ciò possiamo essere un Paese all’avanguardia». Insomma da parte di Confindustria arriva la presa d’atto che qualcosa sta cambiando nel settore dell’energia e non si può stare fermi.

Ma un appoggio ai settori più conservatori dello scenario energetico è arrivato da Massimo Muchetti, (PD) Presidente della X Commissione del Senato che ha affermato durante la tavola rotonda: «Dobbiamo valutare lo scenario energetico con occhi diversi. Lo shale gas, per gli Usa è stato strategico visto che ha abbattuto i prezzi dell’energia e ha permesso il rimpatrio di aziende che avevano esportato la produzione all’estero per i costi dell’energia. – ha detto Muchetti – Dobbiamo poi considerare il fatti che le fonti fossili rappresentano una percentuale marginale per ora e dobbiamo stare con i piedi per terra. L’Italia nella sostituzione del carbone è facilitata visto che l’opzione più semplice è utilizzare il gas, visto che abbiamo già gli impianti e così non andremo verso investimenti inutili». In sintesi secondo Muchetti la transazione energetica è già pronta. Basta fare lo switch tra carbone, poco, e gas, molto. Le rinnovabili sono un investimento inutile e marginale.

A questa tesi hanno replicato sia Ermete Realacci (PD) Presidente della VIII Commissione della Camera, sia Gianni Girotto (M5S) membro della X Commissione del Senato.

«In Cina quando noi facciamo le targhe alterne bloccano le autostrade. – ha detto Realacci – E a Pechino sono vietati i ciclomotori non elettrici. La Cina sta facendo investimenti enormi sul fotovoltaico e sull’elettrico. E in questo quadro l’Europa è troppo tiepida, se non assente. La promozione delle rinnovabili deve puntare anche su cose che non costano come la semplificazione normativa, come per esempio la riforma della Via, e favorire l’autoproduzione. Oggi se si vuole fondare una comunità dell’energia non è possibile».

«Le rinnovabili stanno andando avanti nonostante Trump e quando ci si accorgerà dei danni dello shale gas, questo processo accelererà. L’Europa con il winter package ha fatto un passo in avanti e ora il ruolo passa agli stati membri. In Italia abbiamo le tecnologie, ma la politica sembra non andare in questa direzione».

La risposta di Muchetti non si è fatta attendere. «Vorrei invitare tutti noi a volare basso, bisogna avere il senso di chi siamo ed è relativo il nostro ruolo e quello dell’Europa. I fossili sono all’ 84% con il 40% di carbone. I numeri delle rinnovabili in termini assoluti sono piccoli così come quello delle auto elettriche. Il paese che immatricola più auto elettriche è la Cina, 200mila a fronte di 20 milioni di immatricolazioni di auto alimentate a fossili».

All’interno della compagine politica, purtroppo, visti gli ultimi tre anni di provvedimenti pro fossili e contro le rinnovabili la tesi maggioritaria sembra essere quella di Muchetti, mentre Realacci sembra in minoranza. Con questo scenario Elettricità Futura dovrà fare un duro lavoro anche solo per tentare di proporre un mix bilanciato tra fonti convenzionali e rinnovabili.  E il banco di prova sarà la Sen dovrebbe essere presentata il 10 maggio prossimo.

Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio il giornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.
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