Consumatori consapevoli con “Spreco Zero 2016”

spreco

Il consumatore italiano è consapevole della sua propensione ad aumentare gli sprechi, ma al contempo può essere in grado di arginare questa tendenza che “costa” 13 miliardi all’anno. È la premessa alla base di Spreco Zero 2016, la sesta campagna di Last Minute Market presentata il 6 luglio a Roma. «Spreco Zero 2016 – spiega Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market – andrà proprio alla radice dello spreco domestico, indicando con precisione qualità e quantità del cibo sprecato ad ogni pasto».

Last Minute Market e Università di Bologna hanno avviato il progetto Reduce, per monitorare i consumi domestici. Un campione di famiglie ha compilato dei “diari”, annotando il cibo gettato ad ogni pasto, con annessa motivazione. Si è poi proceduto a verificare, nei sacchi della spazzatura, gli scarti effettivamente gettati: la contro-analisi sui rifiuti ha confermato solo in parte quanto dichiarato nei Diari, evidenziando sprechi alimentari ben superiori da quelli percepiti. «Il progetto Reduce – commenta il responsabile scientifico Luca Falasconi – evidenzia il bisogno di educare alla riduzione dello spreco. Intendiamo partire dalle scuole: in collaborazione col Ministero dell’Istruzione, stiamo sviluppando dei moduli educativi, teorici e pratico-ludici, a gratuita disposizione degli insegnanti». Oltre a essere ricerca ed educazione, Reduce è anche comunicazione: «l’obiettivo – prosegue Falasconi – è di avere entro il 2017 una fotografia precisa sugli sprechi alimentari, per poter fornire alle famiglie concreti strumenti anti-spreco».

Intanto, per promuovere le buone pratiche, Last Minute Market assegnerà il premio Vivere a Spreco Zero, i piccoli oscar della sostenibilità per i Comuni, le aziende e le scuole. La giuria di giornalisti ed esperti ambientali (tra cui Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia), ha decretato come testimonial il giornalista Paolo Rumiz e lo chef Moreno Cedroni. Spreco Zero 2016 partecipa anche alla campagna In the name of Africa: diecimila piatti vuoti, in due piazze di Milano e Bologna, ricorderanno il dramma epocale della fame e della malnutrizione. «È chiara ed evidente la correlazione tra malnutrizione e spreco alimentare – ha osservato Segrè – offriremo uno spunto di dibattito anche sulle implicazioni sanitarie ed ambientali legate ad una cattiva gestione del cibo acquistato». Combattere gli sprechi alimentari significa anche promuovere dal basso nuovi modelli di consumo. Non bisogna imporre codici o restrizioni alle aziende o alle pubblicità – ha affermato Andrea Segrè – per avere successo sul mercato, i produttori sono pronti ad accogliere i desideri del consumatore. L’esortazione, quindi, è quella di esigere dal mercato prodotti sostenibili e a spreco zero».

«Anche il Governo sta lavorando per rendere più virtuoso il consumatore finale – ha dichiarato Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – La valutazione degli sprechi (ad esempio nelle mense scolastiche) è uno dei parametri che, per legge, deve essere valutato nelle gare di appalto dei servizi pubblici».

 

 

 

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