Il cohusing rimodella le relazioni

cohousing

«I modelli di cohousing vincenti sono quelli che riescono ad aggregare una comunità di persone». Parola di Marco Bolis, fondatore e project manager di NewCoh, società che sta rivoluzionando il modo di costruire (e di vivere) in Italia. Alla ribalta delle cronache grazie al suo ultimo progetto, la ristrutturazione di un edificio degli anni Trenta in corso XXII Marzo a Milano. Un immobile in stile Liberty ceduto da Palazzo Marino in cui sorgeranno 60 appartamenti (già venduti) a emissioni zero. Non solo: il caseggiato, disegnato da Leopoldo Freyrie, ex presidente del Consiglio nazionale degli architetti, ospiterà anche una stanza degli ospiti condominiale a disposizione di tutti, aree comuni, spazi di coworking e rastrelliere per le bici (banditi i box auto). Spazi in comune significa poter acquistare case più piccole, e quindi risparmiare; puntare sulle energie pulite vuol dire avere costi di gestione del 30 per cento più bassi rispetto alla media. Ma soprattutto significa creare vere comunità nel centro delle città, dove negli ultimi anni i rapporti di collaborazione e amicizia fra vicini di casa sono stati sostituiti da indifferenza se non ostilità.

«Il nostro segreto è riuscire a portare alla luce e in un certo senso tradurre i desideri delle persone, sia quelli palesi sia quelli nascosti», ha spiegato Bolis durante la fiera ReBuilt. «Per questo abbiamo creato una web community (www.cohousing.it) aperta e gratuita in cui raccogliamo i suggerimenti dei potenziali acquirenti prima di preparare i progetti definitivi. In questo momento ci stiamo concentrando soprattutto sul patrimonio immobiliare abbandonato, spesso di proprietà di banche, assicurazioni ed enti pubblici che spesso non sanno come valorizzarli e rimetterli in circolo». Ma quali sono i nuovi bisogni degli abitanti delle metropoli contemporanee? «Prima di tutto il dialogo, che noi realizziamo grazie alla progettazione partecipata: uno strumento che permette di eliminare la paura e sostituirla con un linguaggio comune necessario per superare i conflitti, che ovviamente ci sono anche nei nostri condomini… Fra le cose che ci chiedono più spesso ci sono il verde, le sale polifunzionali per passare del tempo in compagnia e gli spazi di coworking. Anche l’idea della stanza degli ospiti condominiale ha avuto un enorme successo, visto che non solo si può usare per amici e parenti, ma si può anche affittare per brevi periodi, con un vantaggio economico per tutti». Nel futuro, ci sono diversi progetti fra Roma e Milano (fra cui la riqualificazione di una cascina del Seicento a Chiaravalle, che userà l’acqua del depuratore di Nosedo come fonte primaria di energia) e soprattutto la conquista di nuovi mercati. «Abbiamo mandato una proposta a Londra, e soprattutto presentato un progetto per riqualificare un isolato ad Harlem, New York».

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