Clima di guerra

Unamid in Darfur

di EMILIO BIANCO

Viene finalmente riconosciuta la correlazione fra cambiamento climatico e guerre. È un rapporto dell’istituto Adelphi, commissionato a giugno dai paesi del G7 e realizzato col sostegno del ministero degli Esteri tedesco, a denunciare come le problematiche ambientali siano la causa diretta di ben 79 conflitti in corso nel mondo, di cui 19 considerati di “massima intensità”. Il report – presentato ieri alla Camera dei deputati dall’Intergruppo bicamerale per il clima Globe Italia in occasione del convegno “La sfida del clima per la sicurezza e la pace” – risulta quanto mai allarmante: «La diminuita disponibilità di risorse naturali e di mezzi di sostentamento, il degrado ambientale, le catastrofi dovute al ripetersi di eventi eccezionali – spiega Stella Bianchi, presidente di Globe Italia e deputata del Partito democratico – aumentano, assieme al rischio di conflitti, il bacino potenziale a cui il terrorismo può attingere».

Si tratta di conflitti di diversa natura ma tutti legati a problematiche ambientali, la stessa guerra in corso in Siria ha origine nella terribile siccità che ha colpito il paese mediorientale nel 2006. Per non dire del conflitto che sta insanguinando il Sudan da oltre dieci anni per il controllo delle risorse idriche. È insomma sempre più evidente la necessità che tutti gli Stati lavorino in sinergia per limitare la proliferazione di situazioni a rischio. «È una sfida per la sicurezza globale – ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un messaggio inviato a Globe Italia – Sappiamo che non sarà facile mettere d’accordo duecento Stati ma è necessario passare dalla logica di Kyoto, che riguardava un solo gruppo di paesi, a un vincolo che impegni l’intera comunità internazionale».

Il rallentamento del cambiamento climatico è essenziale per la prevenzione dei conflitti, «inevitabili quando vengono a mancare acqua o terra da coltivare – riprende Stella Bianchi, – Parigi deve segnare l’inizio di un’economia nuova, di un nuovo modello di sviluppo per un mondo più giusto e sicuro. La conferenza Onu di Parigi è di fatto una straordinaria conferenza per la pace».

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