La Cina rilancia sulle rinnovabili

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Nel settore delle energie rinnovabili la Cina si sta muovendo velocemente.  Secondo un comunicato del National Bureau of Statistics of China (NBS), la potenza installata di energia “pulita” è cresciuta notevolmente, con l’incremento massimo toccato dal solare con un +73,7% e una capacità di 48,18 milioni di kilowatt. Sulla stessa strada l’eolico e l’idroelettrico, che segnano rispettivamente +33,5% (potenza installata di 129,34 milioni di kW) e +4,9% (319,37 milioni di kW).

Il consumo di carbone, invece, per il secondo anno sembrerebbe calato. Ad affermarlo sempre l’NBS in un comunicato del 29 febbraio: il consumo di carbone si sarebbe ridotto del 3,7% rispetto al 2014 anno in cui si era segnato un primo passo in avanti con una riduzione del 2,9%. Di tutt’altro avviso è però il New York Times , che in un articolo del 3 novembre 2015  ha denunciato che il consumo del carbone in Cina non solo non è diminuito, ma è aumentato addirittura del 17%. Secondo il quotidiano statunitense, il motivo è che il consumo di carbone è stato sottostimato sin dal 2000 e che i dati riferiti alle piccole e medie imprese sono molto approssimativi.

L’energia prodotta dagli impianti termoelettrici a carbone costituisce ancora il 64% del consumo totale della Cina che, assieme agli Stati Uniti, è il maggior responsabile delle emissioni globali di gas serra.

Insomma, la strada è ancora tanta da fare dopo l’intesa raggiunta dalle due superpotenze nel novembre del 2014 a Washington che impegna Cina e USA ad una riduzione del 26-28% delle emissioni e a soddisfare almeno il 20% del proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili entro il 2030.

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