Ciao Massimo

Massimo Fresi

Dopo tre anni di malattia, lo scorso 6 giugno è venuto a mancare Massimo Fresi. Ha lottato fino all’ultimo, arrivando a scusarsi di non poter partecipare al direttivo di Legambiente Sardegna del 29 maggio a Terralba. Poi si è aggravato. I testi che seguono, nella consapevolezza di non poter essere alla sua “altezza”, sono un omaggio alla sua memoria e un invito a continuare la strada da lui battuta. Il primo porta la firma collettiva di Legambiente Sardegna, il secondo quella di Pietro Marongiu, ex lavoratore della Vinyls di Porto Torres.

di Legambiente Sardegna

Se ne è andato Massimo Fresi. Nella vita aveva scelto lo sguardo del mondo marginalizzato dei bisognosi, di chi non ha potere e spesso neanche un lavoro o una casa. Lui, fine pensatore politico, è voluto stare sempre dalla loro parte, fuori dalle stanze del potere. Ma era un uomo di scienza e la scienza voleva portarla fuori dai gabinetti scientifici. A quella stessa gente comune, a cui si sentiva vicino. La scienza in piazza si chiamava la festa che assieme a Rita, la compagna della sua vita, organizzava ogni anno a Sassari.

La vita e la scienza lo aveva portato, lui ingegnere progettuale, a rivolgere il suo impegno alla progettazione di un mondo più verde, una visione globale, di ecologismo scientifico, che non era quella dell’ambientalismo naturalista ma che coinvolgeva il mondo e le menti nel suo complesso, dalle città in cui viviamo all’energia di cui viviamo, ai rapporti e alle relazioni fra le persone, perfino al mondo della politica. Perché sapeva che tutto era relazionato, “tutto-era-attaccato” in un grande sistema globale.

Con Legambiente è stato il protagonista di tante battaglie ecologiste. Fra tutti era il più gentile e sincero. Disinteressato e altruista in un mondo denso di egoismi e arrampicatori sociali. Una persona rarissima perché credeva davvero in ciò che faceva. E lo faceva a ragion veduta perché era uno scienziato. Scienza e idealità quando si incontrano formano un connubio raro e prezioso. Ci mancherai molto, Massimo.

Noi siamo ancora qui e ciò che possiamo fare e continuare il suo progetto per “un-mondo-tutto-attaccato”, dai legami più umani e gentili.

massimo fresi

di Pietro Marongiu

Ancora non riesco a credere che Massimo abbia lasciato.

Mi rimane in mente come un grande amico, un fratello maggiore, sempre prodigo di consigli e incoraggiamenti. Io l’ho conosciuto nel 2010 durante il percorso di una delle più grandi lotte operaie, quella degli operai della Vinyls, “l’isola dei cassaintegrati”. Quando Legambiente decise di sposare la causa dei lavoratori, Massimo si dedicò anima e corpo alla battaglia in difesa del lavoro. Ricordo che grazie all’intervento di Legambiente potemmo continuare la lotta mediatica attraverso internet. Lui ci portò il computer e la chiavetta, per poter continuare a diffondere le nostre ragioni in ogni parte del globo, quando il computer si rifiutava di collaborare, lui veniva sull’isola e lo riparava. Fu uno dei principali artefici di quella lotta vittoriosa che sfociò nella conquista del progetto “chimica verde”, la trasformazione di una chimica di base in una chimica pulita e rispettosa dell’ambiente. Seguì quel progetto con grande attenzione e competenza insieme agli esperti del settore di cui Legambiente è ricchissima.

Ultimamente quella lotta Massimo l’aveva ripresa, perché i cattivi non muoiono mai e quella conquista oggi è messa in discussione. Noi porteremo avanti la battaglia forti dell’insegnamenti che lui ci ha dato. Quando abbiamo portato avanti le ragioni del “sì” nell’ultimo referendum abrogativo nelle piazze cittadine, Massimo sembrava rinato, mostrava una forza e una determinazione tripla rispetto agli altri, e quando mi vide molto deluso per quella che io ritenevo una sconfitta, mi disse: “Pietro questa non è una sconfitta ma una grande vittoria, col nostro impegno siamo riusciti a risvegliare moltissime coscienze, oggi molte più persone parlano di energia rinnovabile, di sostenibilità, difesa dell’ambiente, ecologia”. Io non mi ero accorto di questo, aveva ragione lui. Era uno spettacolo vederlo programmare tutte le azioni che dovevamo intraprendere, ci esortava a dare il massimo, e ci faceva sempre i complimenti anche se alla fine era sempre lui a spiccare su tutti.

Caro Massimo, grazie di essere stato mio amico anche se per breve tempo, lascerai in tutti noi per sempre un bellissimo ricordo, ciao.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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