Futuro in quota

JOF di MONTASIO

Una ferrovia transfrontaliera ripristinata, comuni autosufficienti dal punto di vista energetico, agricoltura d’alta montagna riscoperta e valorizzata, sono alcune buone pratiche premiate con le bandiere verdi da Legambiente che da 14 anni redige il dossier Carovana delle Alpi per mettere in luce e sostenere i progetti capaci di coniugare ambiente, economia, sviluppo e lavoro in linea con la Convenzione delle Alpi.

«Anche quest’anno – spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente – il panorama alpino rivela situazioni contrastanti. Da un lato permane il desiderio di invadere la montagna con interventi sempre più grandi, attraverso aggressioni fatte in prevalenza da cemento, dall’altro si va delineando più nitidamente un mondo che fa ben sperare». Le Alpi vantano numeri incredibili: otto Stati, 5.954 comuni, 190.568 km2 di superficie, 13.000 specie vegetali, 30.000 specie animali, oltre 15 milioni di abitanti. Sono la catena montuosa più densamente abitata al mondo. Non solo un territorio da contemplare e tutelare, dunque, ma un ambiente vivo e dinamico, un laboratorio unico di sperimentazione sulle aree protette, sugli effetti dei cambiamenti climatici, sui trasporti intermodali, sull’uso appropriato delle risorse primarie e dei beni comuni.

Vanda Bonardo
Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente

Per rafforzare queste esperienze, nel cuore delle Alpi Liguri, nel Comune di Mendatica (Im), è stato anche siglato il primo accordo tra le bandiere verdi di Carovana delle Alpi con lo scopo di formare la rete delle Comunità di montagna green e smart. L’accordo, denominato “Manifesto di Mendatica”, unisce comuni, aree protette, piccoli e medi imprenditori, persone e gruppi di volontariato che, faticosamente, stanno cercando di riemergere con nuove forme di protagonismo. «Ora occorrerebbe capire – aggiunge Vanda Bonardo – se e come le Alpi possano diventare strategiche e sviluppare nuove potenzialità, assumendo un nuovo ruolo all’interno dell’economia post-industriale». C’è già chi è pronto a dare il proprio contributo, come le bandiere verdi raccontate in questo servizio, ma non mancano anche pessimi esempi di gestione del territorio “premiati” da Legambiente con le bandiere nere.

 

Energia in condivisione
Cantalupa (To)

cantalupaCinque comuni nelle valli piemontesi hanno recentemente completato per primi uno studio di fattibilità, in collaborazione con il Politecnico di Torino, per diventare autosufficienti producendo, in forma cooperativa, energia verde con lo scopo di ridistribuirla totalmente alla stessa comunità locale. Un piano potenzialmente estendibile agli altri 43 comuni della valle di Pinerolo, sfruttando le numerose falde dei tetti a disposizione per installare impianti fotovoltaici a beneficio di 140mila abitanti. «Siamo pronti tecnicamente ma purtroppo la normativa vigente ci impedisce di distribuire energia a un costo dimezzato, non ci riconosce come potenziali distributori di energia – dice Angelo Tartaglia, vicesindaco di Cantalupa (To), il comune che insieme ai limitrofi Roletto, Frossasco, Piscina e Cumian ha costituito la Comunità energetica pinerolese – Possiamo produrre energia, cederla alla rete nazionale, ma non possiamo darla al nostro vicino. Abbiamo presentato anche un emendamento alla finanziaria tramite alcuni parlamentari piemontesi, ma il governo è troppo influenzato dalle lobby dell’energia per permettere iniziative come questa».

Binari di confine
Regione Friuli Venezia Giulia

8657602647_23a0cfd4cc_bBandiera verde anche al progetto internazionale di “Miglioramento dei Collegamenti Transfrontalieri pubblici”. «La più bella novità introdotta nel nostro sistema ferroviario negli ultimi anni», dice Maurizio Ionico, amministratore unico delle Ferrovie Udine-Cividale. Nel 2009, Trenitalia aveva cancellato il servizio ferroviario con la Carinzia, quindi la regione Friuli Venezia Giulia consapevole dell’utilità del servizio ha ripristinato, in collaborazione con le ferrovie austriache Obb, la linea che attraversa il passo del Tarvisio. Un progetto conforme alla normativa comunitaria, che ha anche l’obiettivo di favorire lo sviluppo sostenibile nel settore dei trasporti. Non a caso, lungo la ferrovia cresce il cicloturismo. «Il successo della ciclovia Alpe Adria che, una volta completata, dovrebbe collegare Salisburgo a Grado correndo lungo la ferrovia – spiega Marco Lepre, responsabile montagna Friuli di Legambiente – è testimoniato non solo dall’attribuzione del premio di “Pista ciclabile dell’anno 2015” ad Amsterdam, ma dal riconoscimento della sua importanza per lo sviluppo del turismo e per l’economia della valle, anche da parte di molti amministratori e operatori che avevano guardato con scetticismo il nascere di questa iniziativa».

Altura di qualità
Morgex (Ao)

il comune di MorgexNon abbiamo fatto nulla di eccezionale, solo il nostro dovere, forse sono gli altri che sono abituati a fare meno – commenta l’assegnazione della bandiera verde Lorenzo Ezio Graziola, sindaco di Morgex (Ao) – Siamo orgogliosi di aver riportato i cereali locali nella nostra zona dove erano quasi scomparsi». Il comune valdostano si distingue per il mix d’iniziative a livello locale che hanno portato negli anni a un concreto miglioramento della sostenibilità. Dal punto di vista energetico, implementando un “catasto solare” e promovendo la diffusione locale dei tetti fotovoltaici, è già diventato un centro abitato alimentato al 100% Fer (Fabbisogno coperto da rinnovabili). Dal punto di vista agroalimentare l’amministrazione, sfruttando al meglio i fondi europei (Piano integrato transfrontaliero Espace Mont Blanc), si è impegnata per il recupero dell’agricoltura tradizionale con la valorizzazione dei ”Produits d’Hauteur” (prodotti d’alta montagna), l’istituzione del primo mercato agricolo della Valle d’Aosta e dell’Associazione cerealicoltori della Valdigne.

Mostro di cemento
Trento

no valdastico nordFra i “pirati” della montagna, coloro che con le loro scelte minacciano l’inestimabile e irripetibile patrimonio alpino ci sono il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ai quali va la bandiera nera per l’accordo del giugno 2015 che ha strappato, in estremis, un’intesa con la Provincia di Trento per il completamento dell’autostrada Valdastico Nord (A31), prolungandola fino all’autostrada del Brennero (A22). «Aumenterà, invece che diminuire, il problema della qualità dell’aria – sentenzia Adriano Verneau, del direttivo di Legambiente Veneto – È strategicamente in contrasto con la Convenzione delle Alpi e con il potenziamento dell’asse ferroviario del Brennero». In base alle già ottimistiche stime sul traffico, l’opera non è ritenuta economicamente sostenibile, e questo non lo dice solo Legambiente. Probabilmente sarà l’ennesima infrastruttura autostradale sottoutilizzata, come già la Bre.Be.Mi in Lombardia. «La Corte dei Conti – ricorda Verneau – a dicembre 2015, ne ha dichiarato l’insostenibilità economica. Tra l’altro si sovrappone ad altri tre grossi interventi di viabilità: il passaggio Tav Milano-Venezia, la costruzione della Tangenziale Nord di Vicenza e la Pedemontana Veneta».

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