“Cambio in meglio la vita delle persone”

Ricostruisce parentele, storie e radici per i nipoti dei nostri emigranti. È il turismo delle origini, diffuso all’estero ma ancora sconosciuto in Italia. Intervista a Peter Farina

Peter non ha un buon ricordo di quando, giovane e squattrinato universitario, mise piede per la prima volta in Italia. «Il giorno dopo il mio arrivo mi rubarono il portafoglio a Roma – ricorda – e fui tentato di chiamare i miei per farmi comprare un biglietto e tornare subito a casa, ma proseguii per Guardiaregia, il paesello dove è nato il mio bisnonno, in Molise». Da quel giorno sono passati 13 anni. Ora Peter Farina di anni ne ha 33, un figlio in arrivo e dopo aver visitato quasi tutta l’Italia è tornato nella terra dei suoi avi, il Molise, e non si è più mosso. Qui ha trovato l’America. E l’ha trovata nella regione che non esiste. Dirige una società con due sedi legali, una qui da noi e l’altra negli Stati Uniti, con un fatturato di tutto rispetto e tredici dipendenti – quasi tutti giovani molisani – che “confezionano e vendono” passato, scoprono luoghi natii, ricostruiscono parentele, storie e radici per quei nipoti di emigranti che hanno sempre sentito parlare di Italia ma non l’hanno mai vista. È il turismo delle origini, o turismo genealogico o turismo di ritorno se preferite, un’attività molto diffusa altrove ma da noi ancora sconosciuta.

«All’estero – racconta Peter – la genealogia è big business. Ci sono siti web come myheritage.com, familysearch.org, ancestry.com con fatturati multimilionari. In Irlanda alcuni alberghi hanno addirittura all’interno la figura del “genealogista”, che fornisce ricerche immediate sulle proprie origini. In Italia, invece, nonostante siate il Paese che ha conosciuto uno dei più grandi movimenti migratori al mondo, che io sappia sono stato il primo, e ancora uno dei pochi, a offrire questo tipo di servizio».

L’idea italyMondo!, questo il nome della sua società, nasce dalla sua esperienza di viaggio?

Sono nato ad Amsterdam, nello Stato di New York. Sono americano da cinque generazioni ma mi sentivo italiano. Avevo sentito parlare dai miei di questo paesino da cui era partito il mio trisavolo. Un giorno ho trovato vecchie foto e lettere nella soffitta di mia nonna e un indirizzo di un tizio di Guardiaregia, così ho deciso di partire, con poche speranze, alla ricerca del mio passato. Invece ho ritrovato subito i miei parenti ed è stata un’esperienza fortissima. Così ho pensato che sarebbe stato bello poter vivere creando quelle stesse emozioni e quelle esperienze per altri miei connazionali. Ho lasciato l’università e sono partito nel 2006 con una piccola scrivania e una debole connessione internet, proponendo ricerche genealogiche ai miei concittadini di Amsterdam. Risalivo ai loro antenati scartabellando negli uffici di stato civile dei piccoli comuni o nei documenti secolari delle parrocchie. Una volta ricostruito l’albero genealogico, e individuati i parenti ancora in vita nel paese d’origine, proponevo ai miei clienti il soggiorno nell’Italia del loro passato. Ora faccio viaggiare gente da tutti i continenti e mi sono specializzato in un servizio di qualità. Ho accompagnato in piccoli paesini anche attori e cantanti famosi. Alcuni clienti hanno pure comprato casa, altri si sono addirittura trasferiti qui in Molise.

Ma cosa cercano e cosa propone lei a queste persone?

Cercano storia, passato, tradizione e poi restano incantati dalla dimensione di vita del piccolo paese, dal fatto che il macellaio conosce il tuo nome o che possa esistere un panificio con una tradizione decennale. Accanto al tour dei ricordi, proponiamo loro una vera vacanza, fatta di buon cibo, visite agli eremi, passeggiate, cantine, siti archeologici. E ogni volta che faccio questo per una nuova famiglia rivivo la mia esperienza e mi emoziono vedendo le relazioni che generiamo. Non tutti possono svegliarsi la mattina e dirsi che con il loro lavoro cambiano in meglio la vita delle persone. Ecco, io faccio questo.

Ci sono esperienze che le sono rimaste particolarmente impresse?

Due in particolare: una in un cimitero a Torrice, in provincia di Frosinone, un’altra al momento dei saluti finali fra una famiglia americana e i loro parenti conosciuti da poco a Briano di Caserta. Ecco, lì anch’io mi sono abbandonato a un pianto incontrollabile.

Questo tipo di turismo ha un vantaggio perché prescinde dalla bellezza dei luoghi. Si soggiorna in un posto perché fa parte della storia del turista.

Esattamente. E le dico addirittura che più è “sfortunato” il paese, più può trarre vantaggio da questo tipo di offerta turistica. Penso a Licata, Canicattì, ma mi vengono in mente, parlando di Sicilia, paesini come Forza d’Agrò, Graniti, Gaggi, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Sant’Alessio Siculo… Alcuni clienti mi prenotavano un tour da quelle parti pensando di fare un giro nel loro paese d’origine per poi soggiornare a Taormina. Ecco, dopo avergli fatto conoscere la vera Italia di quei paesini cambiavano idea e si accontentavano di una gita veloce a Taormina. Ora che abbiamo deciso di focalizzarci sulla “mia” regione, il Molise, succede spesso che famiglie con una settimana prenotata da noi e il resto della vacanza fra Roma, Venezia e Toscana, scelgano poi di cancellare queste ultime mete per restare di più. Perché quando hai scoperto una vacanza così, non ce la fai a reggere l’impatto con la massa dei turisti che spintonano, con le code alle biglietterie o i venditori di paccottiglia.

Ora ha una lunga lista di clienti in attesa e lavora esclusivamente con il Molise…

Sì, il successo che abbiamo avuto grazie al passaparola ci permette di selezionare la nostra clientela e scartare, ad esempio, quanti vorrebbero venire solo a scattare una foto. A noi interessa chi vuole incontrare i suoi parenti e ha voglia di tuffarsi nella nostra proposta d’Italia. Il Molise è una terra meravigliosa, l’ultimo luogo dove trovare ancora l’Italia vera, anche se non esiste… Ed è vero che il Molise non esiste, basti pensare che non ha nessun riconoscimento di brand. Io fatico un sacco a far capire all’americano che le cantine, gli scavi romani e i prodotti buoni esistono anche qui. Ora è già più facile, tutti mi accolgono benissimo grazie al lavoro che abbiamo fatto in questi anni, ma all’inizio ero un pioniere. Mi sono scontrato con la burocrazia dei Comuni che opponevano questioni di privacy alle mie richieste di accesso ai documenti dell’anagrafe, ho dovuto dimostrare che esistono leggi che tutelano la ricerca genealogica, richiedere pareri ministeriali, insomma aprire la strada per tutti quelli che vorranno fare questo lavoro. C’è un mondo lì fuori che vorrebbe venire in Italia e spero ci siano giovani in ogni regione che vogliano fare quello che ho fatto io per il Molise.

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