Bratti: Riformiamo il sistema di protezione ambientale

Il disegno di legge che riforma il sistema di protezione ambientale è fermo in Senato anche se approvato all’unanimità dalla Camera il il 17 aprile 2014. Perché va approvato, e subito, secondo Alessandro Bratti, presidente commissione Ecomafie, primo firmatario di una delle proposte di legge confluite nel ddl

alessandro bratti«Ci sono agenzie in grandissima difficolta e se non passa questo disegno di legge andranno ulteriormente in difficolta, soprattutto quelle del Sud e del Centrosud». Insomma, per Alessandro Bratti, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie, primo firmatario di una delle proposte di legge confluite nel ddl approvato all’unanimità dalla Camera il 17 aprile 2014, la riforma del sistema nazionale di protezione ambientale non può più attendere.

Quali miglioramenti porterà al sistema di protezione ambientale l’approvazione del disegno di legge?
Per prima cosa si costituisce un sistema di agenzie coordinato da Ispra che oggi non esiste, e soltanto lasciato alla buona volontà di chi ci lavora. Poi si attribuisce un profilo autonomo alle agenzie ambientali, che non possono essere smontate a piacimento della politica. Come terzo punto si definiscono livelli di tutela ambientale minimi, a parità di legislazione, che valgono da Mazzara del Vallo ad Aosta, tutti uguali. Faccio sempre questo esempio: se un inceneritore deve essere controllato due volte all’anno, viene controllato due volte all’anno in Emilia Romagna e in Basilicata. Non come oggi che magari viene controllato tre volte all’anno in Emilia Romagna e una volta ogni tre anni in Basilicata. Inoltre si stabilisce che chi produce i dati ambientali e il sistema delle agenzie e non altri organismi, e si costituisce un sistema di laboratori unico in rete. Questi sono gia cinque motivi che giustificano l’approvazione del provvedimento.

Le risorse destinate alla protezione dell’ambiente e quindi ai controlli aumenteranno?
No, ma vengono messe in rete quelle attuali e questo e già una buona cosa. Quando pensa che riprenderà l’iter parlamentare del disegno di legge? Una domanda difficilissima alla quale rispondere. E già fermo da tanto al Senato, e siamo molto preoccupati di questo. Spero che ci sia presto un chiarimento definitivo con il governo perche ritengo che non si possa aspettare ancora, ci sono agenzie in grandissima difficolta e se non passa questo disegno di legge andranno ulteriormente in difficolta, soprattutto le agenzie del Sud e del Centrosud.

Ci sono forze politiche o sociali che si oppongono all’approvazione di questo provvedimento?
No, secondo me no, si tratta di un provvedimento approvato dalla Camera all’unanimità. Ci sono resistenze a livello governativo ma non e molto chiaro perché. D’altronde non c’è maggior spesa per lo Stato, non si costituiscono organismi nuovi, quindi non si capisce quale possa essere l’obiezione. Forse non si vuol dare autonomia al sistema di protezione ambientale.

Questa legge può integrare quella sugli ecoreati approvata nel maggio scorso?
La legge sugli ecoreati nella parte sesta, quella finale che riguarda l’asseverimento delle norme per i piccoli reati, prevede la possibilità di non procedere in denunce penali ma che l’ufficiale di polizia giudiziaria dia delle prescrizioni, a chi non e in regola, per ottemperare alla legge e poi faccia le verifiche per chiudere il procedimento aperto. Chi può assolvere queste funzioni sono solo i tecnici delle agenzie ambientali, che oggi hanno una qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, senza pero un riconoscimento legislativo a livello nazionale. Nel testo di legge questa situazione viene sanata.

Lo scorso 21 gennaio il consiglio dei ministri ha approvato la razionalizzazione delle forze di polizia che ha come conseguenza l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Come valuta questo cambiamento?
È un’occasione che non va persa perché significa avere un unico corpo specializzato in ambiente in Italia che viene racchiuso in un unico soggetto giuridico, l’arma dei carabinieri. I carabinieri del nucleo operativo ecologico verranno accorpati di fatto con i forestali che si occupano di controllo ambientale, e i nas assorbiranno i forestali che si occupano di contraffazioni alimentari. Un nuovo corpo specializzato che potrà contrastare meglio l’illegalità ambientale.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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