Bottiglie in fiore

Donna solare ed entusiasta nell’illustrare il suo lavoro a chiunque dimostri interesse, Nicoletta Assiè è riuscita a unire il suo amore per l’ambiente alla sua passione per il fai da te. Quello che era nato come un piacevole passatempo per lei e sua figlia Martina è cresciuto e si è trasformato. Si sono affinate le tecniche e adesso Nicoletta è una vera e propria artigiana della plastica.

Come è nato il progetto Only Pet?
La nostra Pet-avventura comincia nel 2000, quasi per gioco. Io e mia figlia Martina, con cui condivido questa esperienza, abbiamo sempre fatto tante cose insieme. Ci piace dare una seconda vita a tutto ciò che non si usa più e ci diverte provare tecniche nuove e oggetti mai usati prima. Stimolate dalla quantità e dalla varietà di forme e colori delle bottiglie di plastica in commercio abbiamo provato a riciclarle creativamente e da subito abbiamo notato che parenti e amici, vedendo gli oggetti realizzati, si stupivano, si incuriosivano e cominciavano a guardare le bottiglie con occhi diversi. È stato subito un grande successo e una grande soddisfazione.

Che rapporto ha con l’ambiente e l’ecologia?
Parecchi anni fa mi sono trasferita con la famiglia a vivere in campagna. Coltiviamo un orto e Martina si è laureata in scienze naturali. Siamo molto amanti della natura e sensibili alle purtroppo tante problematiche ambientali. E questa avventura con le bottiglie ci è sembrata subito una buona occasione per poter, nel nostro piccolo, contribuire ad aiutare il pianeta, sia con il riciclo della plastica, sia con la diffusione di un messaggio ecologico. Le nostre creazioni funzionano meglio di tante parole. E ogni persona che sensibilizziamo per noi è un gran successo. 

I soggetti che lei crea richiamano tutti la natura: fiori, meduse, farfalle. Casualità o scelta ragionata?
Per trasformare le bottiglie prendiamo ispirazione principalmente dalla natura. Sia perché crea da sé delle incredibili meraviglie, sia perché vogliamo legare l’immagine della plastica a quella della natura, per ricordare sempre quale impatto ha questo materiale sull’ambiente non solo in quanto rifiuto, ma anche durante il suo processo di produzione. In particolare siamo molto affezionate alle nostre meduse, che sono un po’ il nostro simbolo, ormai. Questi animali, così eterei, trasparenti e letali, richiamano in qualche modo le bottiglie stesse. Le nostre meduse sono un richiamo diretto al grave problema della plastica in mare.

In cosa consiste il processo di lavorazione che utilizzate?
Per lavorare le bottiglie servono poco calore e tanta pazienza. A seconda delle lavorazioni usiamo la fiamma o la pistola termica. Basta un tocco di calore al punto giusto e poi la plastica si modella molto facilmente con le mani. Ovviamente il processo non è inquinante.

Quanta plastica riciclate all’anno con le vostre creazioni?
È difficile quantificare quante bottiglie riusciamo a riciclare. Non abbiamo mai fatto un calcolo preciso. Ovviamente più l’attività si espande, più si ricicla. Procurarci il materiale non è affatto difficile: basta chiedere e si viene letteralmente sommersi. In cantina ho una mia discarica personale, ormai. La cosa bella è vedere la contentezza della gente nel darti il loro contributo. Sono entusiasti soprattutto i bambini, pubblico a cui teniamo molto. 

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