Barbanera patrimonio dell’Umanità

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La collezione di Almanacchi Barbanera 1762-1962 è in bella mostra sullo stesso “scaffale” dove sono riposti l’alfabeto fenicio, la Nona Sinfonia di Beethoven, i film dei fratelli Lumiere, il Diario di Anna Frank. Il lunario Barbanera è stato, infatti, accolto dall’Unesco nel “Memory of the World Register”, il registro della “memoria del mondo” che accoglie in un ideale biblioteca planetaria documenti, biblioteche, collezioni, archivi, tradizioni orali da tutelare per l’importanza avuta nel cammino delle civiltà. La notizia è giunta a metà novembre nella redazione di Barbanera all’Editoriale Campi a Spello (Pg), che da un secolo ha raccolto questa eredità, mentre la nuova edizione dell’Almanacco 2016 era sul punto di andare in stampa. «Siamo ancora increduli ed emozionati – commenta Feliciano Campi editore e proprietario della collezione degli Almanacchi della Fondazione Barbanera 1762 – Ma non perché non ci avessimo creduto. Anzi. Ma aspirare a entrare nel “Memory of the World Register” è stato puntare davvero molto in alto. Ci sono infatti giganti della storia come l’alfabeto fenicio, la Nona Sinfonia di Beethoven, i film dei fratelli Lumiere, il Diario di Anna Frank… Ce l’abbiamo fatta e questo lo dobbiamo a chi ha creduto prima di noi in questa tradizione lunga quasi due secoli e mezzo e all’Unesco, in particolare al Club Unesco Foligno e Valle del Clitunno senza il quale questo entusiasmante percorso non sarebbe mai iniziato».

Lunario del 1762
Lunario del 1762

Il riconoscimento punta sull’essere il Lunario un esempio per eccellenza della tradizione lunaristica diffusa, saggia e pratica, che ha accompagnato la vita quotidiana di generazioni e generazioni, in forme, luoghi e lingue diverse. “La Collezione di Almanacchi Lunari Barbanera, costituita da 356 esemplari datati dal 1762 al 1962 è la più completa al mondo – si legge infatti nelle motivazioni dell’Unesco – Il suo valore è universale e deriva dal suo essere simbolo di un genere letterario che ha contributo a creare la cultura di massa e l’identità di intere nazioni fino all’avvento delle più moderne forme di comunicazione di massa”. Barbanera li rappresenta un po’ tutti, sintesi universale di un genere letterario che ha avuto il merito di divulgare e preservare dall’amnesia collettiva valori, saperi, pratiche e conoscenze, tra l’altro ancora oggi in sintonia con la contemporaneità.

Barbanera, dunque, simbolo di un genere letterario in un’ideale unità con il Farmer’s Almanach d’Oltreoceano, con il francese Almanach Hachette, il tedesco Münchener Kalender o l’Alter Bauernkalender dall’Austria, per citarne alcuni. Sono 1.390 gli almanacchi del Fondo Barbanera che la biblioteca della Fondazione mette a disposizione a chi voglia consultarli, nella sua sede a Spello, oppure online sul sito www.bibliotecabarbanera.it. Dalla primissima preziosa edizione in folio del 1762, all’ultima del 2016. Ma non di solo Barbanera vive la Fondazione. Sono oltre 9.000 gli almanacchi e i lunari, dal XVI secolo ad oggi, di varie parti del mondo, che costituiscono un Fondo davvero unico, frutto di un lavoro ininterrotto di ricerca e raccolta nell’obiettivo di un progetto che non ha eguali. Realizzare, partendo da Barbanera, un centro di documentazione dedicato al genere lunario, far confluire su quella raccolta il pensiero e la ricerca di esperti e intellettuali. Fino alla Fondazione Barbanera 1762, che una ventina di anni fa a quell’idea ha dato concretezza.

 

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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