Banche etiche di tutto il mondo, unitevi!

Con questo proposito è nata la Global alliance for banking on values, rete internazionale fondata su valori etici che opera in 30 Paesi con più di venti milioni di clienti. L’intervista al direttore Marcos Eguiguren

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Banche di tutto il mondo. Dal Bangladesh alla Mongolia, passando per Nigeria, Usa, Danimarca, Canada, Bolivia, Australia. C’è anche una banca italiana, la Banca popolare etica. Ad unirle la Global alliance for banking on values, rete internazionale fondata su valori etici che opera in 30 Paesi con più di venti milioni di clienti. «Tutte loro – spiega Marcos Eguiguren direttore della Global alliance – alcune per origine e nascita, altre perché nel cammino hanno trasformato la loro strategia, hanno deciso di portare avanti un modello di banca differente: il beneficio non è l’obiettivo finale ma solo una conseguenza del fare le cose in maniera corretta». In questo modello di banca si dà la priorità a finanziare solo l’economia reale. Non c’è nessun investimento in Borsa o nel mercato dei derivati. All’interno dell’investimento sull’economia reale, la priorità è data al finanziare tutto quello che ha un carico positivo per la società. Come aziende di agricoltura biologica o di energie rinnovabili, imprese che favoriscano l’inclusione sociale della disabilità o che favoriscano la coesione della comunità.

Quali sono i parametri per l’inclusione nella vostra Alleanza?
Le banche che si candidano devono essere entità finanziarie regolate, che prendano depositi e diano prestiti, che abbiano nel loro statuto un chiaro riferimento alla sostenibilità, che siano entità indipendenti e con un modello di governo che assicuri che la missione si va a mantenere, che abbiano una volontà chiara che l’impatto positivo possa crescere. Questi sono i requisiti di base, poi ce ne anche altri. Grazie al Sustainable banking score analizziamo le banche in aspetti quantitativi e qualitativi e arriviamo a un dato che ci dà la misura di quanto ogni banca sia vicina o lontana ai nostri requisiti.

Avete mai rifiutato una banca?
Negli ultimi due anni il numero di banche che fanno richiesta sta crescendo in maniera esponenziale. Ogni settimana ne abbiamo almeno due. Nella maggior parte dei casi diciamo no.

A chi dice che le banche non sono necessarie che cosa risponde?
So che alcune persone dell’economia alternativa non vogliono banche. Ma il vero problema non è banca sì o banca no, ma che tipo di banca e con che valori. In un’economia libera abbiamo bisogno di chi investe in progetti positivi che migliorino la società.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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