L'ex Italsider a Bagnoli

Bagnoli alla svolta?

Su Bagnoli pesano oltre vent’anni di degrado, quanti ne sono passati dalla chiusura dell’Italsider. E ieri, durante i lavori della “Cabina di regia” che si è riunita presso la Prefettura di Napoli, sono stati illustrati alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, gli interventi e il crono programma per la bonifica e per la rigenerazione urbana.

In sintesi il piano di bonifica e il programma di rigenerazione sui 200 ettari dell’area ex Italsider prevede la rimozione della colmata, un nuovo waterfront, la creazione di un porto turistico, il parco dello sport, due alberghi, spazi per la ricerca e l’alta tecnologia, infrastrutture (sottopasso, fibra ottica, funivia, ecc.) e tante aree verdi. L’intervento, che a giudizio di Renzi costituirà la più grande opera di recupero ambientale d’Europa, vale 272 milioni di euro e i tempi sono estremamente contenuti, con la chiusura dei lavori entro il 2019. Il tutto in piena conformità con il piano regolatore del Comune di Napoli, addirittura riducendo le cubature residenziali e alberghiere a vantaggio di una visione strategica che punta sulla promozione di attività imprenditoriali innovative e di servizio al tempo libero e al benessere.

Il progetto presentato alla Cabina di regia

Bagnoli

Quanto prospettato sembra addirittura superare le più rosee aspettative dei cittadini e degli ambientalisti. Sembrano infatti essere state recepite alcune tra le più importanti osservazioni trasmesse da Legambiente alla Cabina di regia nell’ambito delle audizioni tenutesi a gennaio 2016. A parte le considerazioni sul bisogno di trasparenza e di prevenzione e sulle perplessità per il ricorso al Commissariamento, se inteso in chiave surrogatoria dell’ordinario e non piuttosto come supporto all’ordinario, nel documento  Legambiente chiedeva:

  • il rispetto del principio “chi inquina paga” e la massima coerenza con le strategie comunitarie in materia di consumo di suolo, puntando alla restituzione più estesa possibile delle caratteristiche di “suolo vitale” alle aree del Sito d’interesse nazionale, attraverso interventi di de-impermeabilizzazione e di “forestazione urbana”,
  • la bonifica “vera”, intesa come rimozione degli inquinanti dalle matrici in situ, piuttosto che il ricorso alle messe in sicurezza o ai tombamenti, da perseguire indipendentemente dalle scelte di rigenerazione urbana.

A questo riguardo prospettiamo un’idea di sviluppo per Bagnoli basata sulla green economy, sull’innovazione scientifica e tecnologica, sulla valorizzazione della biodiversità marina e terrestre, sulla promozione del turismo e dello sport, sapendo cogliere l’importanza degli spazi liberi su quelli costruiti in una città congestionata come Napoli. Bagnoli è una cerniera strategica nel contesto metropolitano e regionale, sia da un punto di vista territoriale che da un punto di vista funzionale, viste le tante opportunità occupazionali nel settore del turismo (termale, balneare, naturalistico, culturale, ecc.), ma anche nel settore della ricerca ed innovazione per la vicinanza ai grandi poli universitari e di ricerca.

Ecco perché risulta condividibile la strategia complessiva del programma #Rilancio Bagnoli, anche se restano da chiarire alcune aspetti, tra cui, in particolare, il reperimento delle risorse finanziarie previste e il ruolo di eventuali finanziatori privati. Inoltre occorre assicurare che le aree, private, non contemplate nel programma siano bonificate nel rispetto del principio “chi inquina paga”. Rimane indispensabile la necessità di ricucire lo strappo istituzionale consumatosi con il Comune di Napoli, come anche ricondurre l’elevato livello di conflittualità con comitati e gruppi locali ad una pacifica e democratica partecipazione al processo rigenerativo di Bagnoli. Le promesse mancate hanno determinato nella collettività una diffidenza diffusa verso le istituzioni. A loro oggi il dovere di recuperare la necessaria credibilità. A noi il compito di continuare a tenere d’occhio le sorti di Bagnoli.

Professione architetto, ha svolto attività di ricerca e pianificazione in campo ambientale. Si occupa di tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale, pianificazione territoriale, promozione della green economy ma anche di denuncia e controllo dei reati ambientali. E' vicepresidente di Legambiente Campania.
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