Bacche di Goji o della longevità

bacche di gojiPer molti sono le bacche della longevità, il “super cibo” che tutti aspettavamo. E in effetti qualche pregio ce l’hanno le bacche di goji – appartenenti alla famiglia delle Solonacee – se da secoli se ne apprezza il potere “ringiovanente”. Il nome scientifico di questi piccoli frutti rosso vivo, che somigliano all’uva sultanina, è Lycium barbarum, e consumati freschi hanno un sapore amarognolo, mentre diventano più dolci e con sentore di liquirizia una volta essiccati. «Fondamentalmente sono dei concentrati di antiossidanti. Sono particolarmente ricche di betacarotene, precursore della vitamina A – spiega la Nuova Ecologia Filippo Ongaro (nella foto piccola a destra), direttore scientifico dell’Istituto di Medicina rigenerativa e antiaging (Ismerian) e vicepresidente dell’Associazione medici italiani antiaging (Amia) – Hanno anche molta fibra, riescono quindi a saziare e sono ottime da usare come spuntino al posto di cibi meno salutari, anche perché facilmente trasportabili».

La medicina cinese, preventiva per eccellenza, fa tesoro della conoscenza relativa alle bacche di goji da più di duemila anni, durante i quali in Oriente sono state usate come antiossidanti e protettrici del sistema immunitario. Basta mangiarne due piccole manciate al giorno per beneficiare di tutte le proprietà contenute nei frutti – riprende Ongaro – Ci sono controindicazioni solo per chi fa uso di anticoagulanti, per cui è necessario parlarne con il proprio medico». Il ministero della Salute ha inserito le bacche nella lista degli estratti vegetali impiegabili come integratore “antiossidante” (decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169) e l’Autorità europea per la vigilanza sulla sicurezza alimentare ha definito sicuro il consumo dei frutti del Lycium barbarum, come ingrediente alimentare. Gli studi effettuati sul goji hanno dimostratola capacità dei polisaccaridi contenuti nelle bacche di ridurre significativamente i rischi legati alla presenza di un elevato numero di radicali liberi, atomi o molecole che rubano elettronialle componenti a loro vicine, provocandone l’ossidazione. Si tratta quindi di prevenire l’insorgenza o attenuare i sintomi del cancro. Si può proprio dire che chi ne fa uso “ci vede lungo”, perché le bacche sono anche una fonte di zeaxantina e luteina, due importanti carotenoidi che proteggono la retina, prevenendone la degenerazione. Molti studi hanno confermato l’efficacia di queste due componenti: secondo il Beaver dam eye study (università del Wisconsin), maggiore è la quantità che se ne assume, minore il rischio d’insorgenza della cataratta. Fonte di rame, ferro, fosforo e manganese, le bacche aiutano a regolare il metabolismo energetico.Grazie alla potente concentrazione di potassio e magnesio aumentano la resistenza muscolare. La combinazione di zinco e cromo, ma anche selenio, attiva il metabolismo offrendo un valido aiuto nelle diete. Il germanio poi, anch’esso presente, protegge l’organismo dalle radiazioni e aiuta nell’attenuare i sintomi dell’artrite reumatoide, ipertensione e allergie. Non dimentichiamoci del cervello. Studi recenti rivelano che questi portentosi fruttini lo proteggano dalle tossine, rafforzando memoria e capacità di apprendimento. Sembra inoltre che riescano a combattere l’agente legato alla formazione dell’Alzheimer, il peptide beta amiloide.

Quali sono quindi i risultati più evidenti quando si comincia ad assumere le bacche di goji? Più energia, calma, positività, migliore salute gastrointestinale, ma anche maggiore acutezza mentale. E se non si tratta di un cibo a Km0, basta sapere che è possibile coltivarlo anche in Italia, a differenti latitudini, persino sul proprio balcone di casa. L’aspetto gradevole rende la pianta di goji adatta anche all’uso ornamentale, con i suoi fiorellini lilla che poi lasciano il posto a piccoli frutti simili a peperoncini color rosso vivo. Per il momento la provenienza per la qualità più diffusa, la Xing Dal, è la Mongolia, in particolare gli altipiani dove la temperatura può scendere anche a meno quindici gradi, la terra è ricca di minerali, e la lavorazione artigianale. Nei negozi di cibi esotici si trovano le bacche prodotte in Cina a 3,5 euro l’etto. Le Xing Dal, biologiche e a quanto pare di migliore qualità, costano circa 10 euro l’etto. Detto ciò, come ricorda il dottor Ongaro, «né le bacche di goji né altri cibi fanno miracoli: abbiamo comunque bisogno di rispettare il nostro corpo e assicurarci uno stile di vita il più possibile salu

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