“Avanti, contro chi alimenta odio”

Foto Piero Cruciatti / LaPresse 19-06-2015 Milano, Italia Cronaca Laura Boldrini visita i profughi della Stazione Centrale Nella Foto: Assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino Photo Piero Cruciatti / LaPresse 19-06-2015 Milan, Italy News Laura Boldrini visita i profughi della Stazione Centrale In the Photo: Pierfrancesco Majorino

Non è la prima volta che l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, riceve minacce. Lo scorso novembre, dopo l’apertura della caserma milanese Montello all’ospitalità di trecento richiedenti asilo, ha ricevuto una prima lettera anonima con pesanti minacce nei suoi confronti, a cui ha fatto seguito, a marzo, un pesante “avvertimento”, sempre anonimo, a prestare attenzione quando esce di casa. Con un riferimento al tema dell’immigrazione e al corteo del 20 maggio. «Una campagna d’odio che è l’esempio del perché dobbiamo andare avanti nel nostro percorso di integrazione», afferma l’assessore milanese.

Che clima si respira in città?
Milano è la città che, insieme a quelle siciliane, ha fatto di più in questi anni per l’accoglienza. E quando dico “la città” intendo il volontariato, il Comune, la Caritas. Pochi, invece, sono stati gli aiuti dal punto di vista nazionale. Un’assenza, quella del governo centrale, decisamente molto grave.
Perché scendere in piazza il 20 maggio?
Per mostrare il vero significato dell’accoglienza e cosa significa scommettere sul valore della società multietnica nel tempo della paura.
Una paura che riguarda anche la stessa Milano, però.
In questa regione è nata la Lega Nord e in questi mesi io stesso ho ricevuto minacce. Eppure Milano è capace di sorprenderti anche positivamente: basta pensare a quando abbiamo aperto un centro di accoglienza straordinaria alla cittadinanza per fare due giorni di festa di benvenuto per i rifugiati. L’importante è che non debba essere la paura a determinare le nostre scelte. Dobbiamo batterci per i diritti dei migranti, per la loro cittadinanza e per non farli discriminare sul lavoro. Ogni città dovrebbe avere il coraggio di scommettere su un mondo aperto e nuovo.
La marcia di Barcellona è stata fatta anche per chiedere al governo di Madrid di rispettare gli impegni sull’accoglienza. Cosa si chiederà a Milano?
Una legislazione più coraggiosa sui temi dell’immigrazione, la cancellazione della legge Bossi-Fini e l’approvazione di quella sulla cittadinanza.
Non teme reazioni, magari con altri cortei?
Il nostro sarà un appuntamento colorato e festoso che si chiuderà con un grande concerto. Non mi interessa guardare agli altri o preoccuparmi di eventuali contro-manifestazioni. A me interessa vedere la vera Milano scendere in piazza.

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