Australia, occhio alla linea

In Australia ogni Comune sta sviluppando piani di adattamento, investendo non poche risorse economiche. Nella Western Australia, sulla base delle previsioni d’innalzamento del livello del mare prodotte dall’Intergovernamental panel for climate change (Ipcc), pari a 0.9 m per il 2100, del tasso di erosione e dell’effetto di tre mareggiate estreme consecutive, si valuta dove sarà la linea di riva nel 2115. In molti casi è posizionata diverse centinaia di metri all’interno. Ebbene, quella diventa una linea rossa sulle carte del comune e delimita una fascia all’interno della quale non si possono fare nuovi insediamenti, saranno rimosse tutte le infrastrutture e, comunque, le case private non verranno difese dall’erosione marina. Solo in pochi casi, in cui è prevalente l’interesse collettivo, vengono sviluppati piani di difesa, la gran parte dei quali basati sul ripascimento artificiale e su strutture costruite con geocontenitori riempiti di sabbia. Altri Stati hanno criteri leggermente diversi o consentono al privato di intervenire direttamente, mentre lo Stato destina risorse limitatissime per la difesa costiera. Nonostante tutto l’opzione dell’arretramento davanti al mare che avanza sembra essere quella preferita, perché l’analisi costi-benefici sul lungo termine dimostra l’insostenibilità della difesa a oltranza.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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