Aria avvelenata

emergenza_smogOgni anno tre milioni di persone nel mondo – 480mila in Europa, oltre 20mila in Italia – muoiono a causa di un killer silenzioso. Alla cui presenza nell’aria che respiriamo in casa o in strada sembriamo ormai abituati. O meglio rassegnati e assuefatti. Eppure per l’Organizzazione mondiale della sanita quel mix micidiale di particolato sottile, ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo e monossido di carbonio, che va sotto il nome di smog, e più pericoloso di malaria e aids. Studi scientifici condotti negli ultimi trent’anni in tutto il pianeta, anche fra la popolazione italiana, dimostrano che l’inquinamento atmosferico provoca patologie respiratorie e cardiovascolari, come ictus e infarti, e tumori. Nel 2013 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha inserito l’inquinamento dell’aria fra le cause del cancro al polmone e probabilmente della vescica. Ma lo smog che uccide ritorna inesorabile, come se fosse un’emergenza, ogni anno, con le principali città italiane e non solo che superano sistematicamente tutte le soglie oltre le quali respirare diventa pericoloso per la salute. E non solo per i nostri polmoni. «Le ricerche degli ultimi anni dicono che l’inquinamento atmosferico e un problema sistemico che ha un impatto anche su altri organi oltre all’apparato respiratorio e cardiovascolare – spiega Massimo Stafoggia, epidemiologo del Servizio sanitario della Regione Lazio – Lo smog genera problemi legati al parto, dallo sviluppo del feto al momento della nascita del neonato, ma ha anche effetti sull’apparato neurologico, favorendo lo sviluppo di demenze≫. Le polveri sottili che inaliamo insieme a 10.000 litri di aria al giorno (tanti ce ne occorrono per vivere) possono attraversare le vie respiratorie, entrare in circolazione nel nostro organismo e raggiungere anche il cervello. Un recente studio del Public health Ontario e dell’Institute for clinical evaluative sciense, condotto per dieci anni su 6,5 milioni di persone in Canada e pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet, ha rivelato che vivere a meno di 50 metri da una grande arteria stradale aumenta del 7% il rischio di essere colpiti da demenza; per chi vive tra 50 e 100 metri l’incremento e del 4%, tra 100 e 200 metri scende al 2%. «Gli anziani sono una categoria a rischio di patologie causate dallo smog – aggiunge Stafoggia – per l’apparato respiratorio, quello cardiovascolare e anche per il sistema neurologico. Ma tra le categorie più esposte figurano anche i bambini».

 
LNE_2-2017_coverEMERGENZA PEDIATRICA
In Europa l’1% della mortalita infantile e attribuibile all’esposizione ad aria inquinata e negli ultimi 30 anni la prevalenza dell’asma fra i più piccoli e passata dal 3 al 10%. I polmoni dei bambini sono un organo il cui sviluppo si completa solo a 18 anni, passando da 60 grammi di peso a 750. «Il bambino rispetto all’adulto e più immunodepresso perché non ha ancora sviluppato tutte le difese alle forme virali – spiega Roberta Marzorati, pediatra a Como – Respira polveri e sostanze che infiammano la mucosa dell’albero respiratorio, si dilatano cosi i vasi sanguigni e le sostanze presenti nello smog penetrano più facilmente causando bronchioliti e, nel peggiore dei casi, polmoniti. Nei mesi invernali i bambini sono più a rischio, non per il freddo ma perché nell’aria ci sono più smog e virus, poi a casa c’e il riscaldamento che fa aumentare gli acari della polvere e il quadro si aggrava». L’aria avvelenata e anche responsabile dell’aumento fra i più piccoli di allergie e dermatiti. «Nello smog ci sono elementi che creano la dilatazione dei vasi e rendono la mucosa più fragile a polveri e pollini – aggiunge la dottoressa Marzorati – Un alveolo infiammato fa passare più sostanze allergizzanti e diventa allergico. Inoltre lo smog irrita le alte vie respiratorie facendo aumentare i casi di raffreddore e tossi secche irritative, che in apparenza non hanno cause specifiche. Come le patologie da contatto della pelle: gli eczemi aumentano d’inverno quando c’e lo smog e c’e meno sole e molti bambini si grattano perché hanno la pelle secca e pruriginosa».

MENO TRAFFICO, MENO MALATI
La controprova di quanto l’aria inquinata faccia male ai bambini arriva dai dati di accesso al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Macedonio Melloni di Milano, nei giorni a cavallo dell’istituzione dell’Area C, la zona della città in cui i veicoli a motore possono entrare solo pagando un ticket. «Negli ultimi 10 giorni prima dell’istituzione del ticket, a gennaio 2008 – ricorda Roberta Marzorati – gli accessi al pronto soccorso per patologie respiratorie erano tre volte quelli dei 10 giorni successivi all’entrata in vigore dell’Area C. è un risultato indicativo perché parliamo di dati confrontabili in quanto calcolati su giorni dello stesso mese, della stessa stagione climatica in cui i bambini si ammalano delle stesse patologie: polmoniti, bronchioliti e crisi d’asma. Inoltre, negli ultimi giorni prima del pedaggio il pm10 era su valori di 100 μg/m3 (microgrammi per metrocubo di aria, ndr); dopo e sceso intorno ai 50 di media». La dimostrazione che limitare il traffico porta benefici immediati per la nostra salute, a cominciare dalle persone più fragili.

CITTÀ MALSANE
Aria più pulita quindi significa meno malattie, ma in Italia i limiti di legge indicati dall’Ue, secondo il rapporto Mal’Aria di Legambiente, non sono rispettati da ben 32 citta. Per il pm10 la legge parla del valore soglia di 40 μg/ m3 per la media annuale, 50 come massimo giornaliero e 35 giorni di superamenti consentiti in un anno. La realta, pero, e molto diversa. Nel 2016 Torino, che si e classificata al primo posto di questa poco invidiabile classifica, ha sforato per ben 86 giorni, Frosinone 85, Milano e Venezia 73, Vicenza 71, Padova e Treviso 68. A seguire tutte le altre citta dall’aria malsana. Il confronto della qualita dell’aria con le principali capitali europee e impietoso. Un’emergenza smog che ormai è endemica, conquista ogni anno gli onori della cronaca nei giorni di picco, solitamente fra dicembre e gennaio, per finire regolarmente nel dimenticatoio appena i valori si abbassano. Eppure per avere un’aria veramente salubre servirebbe addirittura uno sforzo maggiore del semplice rispetto delle leggi in vigore: per fare un esempio, il limite imposto al pm2,5 (particelle più sottili del pm10) e di 25 μg/m3 al giorno, ma le linee guida dell’Oms indicano come valore da non superare i 10 μg/m3.

ingresso scuola 1° Maggio a Cormano (Mi)
via Ariosto a Cormano (Mi)

NEMICI ULTRA SOTTILI
Nell’aria delle nostre citta proliferano killer ancora più insidiosi: sono le polveri ultra sottili, con un diametro inferiore a 0,1 μm. E il cosiddetto black carbon, emesso dagli scarichi dei veicoli e per combustione delle sostanze organiche, capace di entrare in circolo nel nostro organismo. Queste polveri sono considerate veri e propri indicatori del traffico, perché vengono rilevate vicino alla sorgente mentre si disperdono nel raggio di 300- 500 metri. «Le polveri ultra sottili davanti alle scuole raggiungono valori alti proprio negli orari di ingresso e uscita dei bambini, che respirano dunque un’aria davvero avvelenata», racconta Gianmario Ubbiali, presidente del circolo di Legambiente di Cormano (Mi). Nel 2012 i volontari dell’associazione hanno effettuato un monitoraggio sul pm0,1, con una centralina sul tetto della scuola elementare “Primo Maggio” di via Ariosto e con una centralina mobile, collocata in uno zaino, sul marciapiede all’ingresso dell’istituto. «Il risultato eclatante ha confermato purtroppo l’ipotesi peggiore – ricorda Ubbiali – All’uscita di scuola i valori medi della centralina al marciapiede erano il doppio rispetto a quelli della centralina sul tetto. La causa era dunque il traffico generato dai genitori dei bambini, visto che a quell’ora lo smog di fondo e inferiore. Abbiamo fatto un’indagine sugli spostamenti casa-scuola-casa delle famiglie e dopo i risultati di questo lavoro quasi la meta dei genitori, finalmente consapevoli dei rischi a cui esponeva la salute dei propri figli, ha appoggiato l’idea di chiudere al traffico la strada di accesso alla scuola. Anche il sindaco ha accettato la nostra proposta: oggi il 30% degli studenti di Cormano va a scuola con una delle sette linee del servizio ribattezzato pedibus».

ALTERNATIVE POSSIBILI
Un’iniziativa che ha fatto scuola, e proprio il caso di dirlo, anche per alcune “isole pedonali a tempo”, in via di sperimentazione soprattutto nelle regioni del Nord, dove alcune amministrazioni comunali impongono lo stop alle auto per 15-30 minuti davanti alle scuole, proprio negli orari in cui entrano ed escono i ragazzini dalle aule. In alcuni casi i bambini arrivano in bicicletta (o in monopattino) insieme ai genitori. «Siamo partiti tre anni fa – racconta Luca Boniardi di “Massa marmocchi” a Milano – con l’obiettivo di rendere possibile il raggiungimento in bici delle scuole in sicurezza nonostante il traffico del mattino. Facciamo massa durante il tragitto: si parte da un punto di ritrovo e lungo il percorso ci sono tappe in cui si aggregano altri genitori e figli. I bambini imparano la sicurezza in strada e i genitori colgono l’occasione per lasciare l’auto e proseguire il tragitto verso il lavoro in bicicletta». Insomma, cambiare mezzo in strada e possibile. La bicipolitana di Pesaro, una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze le biciclette, o la rete di piste ciclabili che si estende per 235 km, completata da 115 km di zone 30, a Reggio Emilia sono altre buone pratiche. Da moltiplicare se non vogliamo più lasciarci avvelenare dallo smog.

LE CIFRE

3milioni le morti premature all’anno nel mondo dovute all’inquinamento atmosferico
480mila i decessi in Europa
12% la percentuale di mortalità infantile in Europa da patologie respiratorie
1% la percentuale di mortalità infantile in Europa attribuibile all’esposizione ad aria inquinata
10% la prevalenza dell’asma nei bambini, negli ultimi 30 anni e aumentata del 7%
1,6% la crescita della mortalità nei bambini tra 0 e 5 anni, fra i quali crescono anche i ricoveri per asma (2%) e malattie respiratorie (0,9), per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo (μg/m3) del pm10 nell’aria
7% la crescita della mortalità in tutta la popolazione per cause naturali per ogni incremento di 10 μg/m3 del pm2,5 nell’aria

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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