Ristrutturare sostenibile

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«Molti colleghi non considerano il materiale un elemento fondamentale della progettazione. Lo lasciano come ultima cosa e spesso a discrezione del cliente. Io invece parto dal materiale per poi creare il progetto intorno. Perché per me i materiali sono gli ingredienti della ricetta. Dipende da loro se il risultato finale sarà buono». Così afferma l’architetto Gianni Terenzi, espositore ad Ecomondo 2015. Da anni Terenzi ha deciso di perseguire quella che viene definita bioarchitettura, utilizzando solo materiali edili naturali. In quest’epoca, in cui l’attenzione all’ambiente è argomento sempre più presente, la via intrapresa da Terenzi è stata una decisione drastica e mirata. «Il buon costruire e il buon progettare è quello che utilizza questo tipo di materie. Tutto ciò che non è sostenibile non va più preso in considerazione».

I materiali naturali non rilasciano sostanze velenose portatrici di allergie, cefalee e disturbi respiratori. Inoltre permettono la traspirabilità evitando fenomeni di condensa e muffa e garantiscono la compatibilità dell’intervento anche in edifici storici. Un immobile dal buon profilo del comfort ambientale è più salubre quindi e ha minori spese di gestione. I materiali naturali in edilizia è ovvio che non sono totalmente naturali, perché ci sono dei limiti tecnici. Il futuro è unire la tecnologia al prodotto naturale per avere la massima prestazione possibile.

Il problema ora è sensibilizzare gli utenti a questo tipo di architettura. «Il mio lavoro è molto incentrato su comunicazione e formazione, non solo verso le aziende, ma soprattutto verso l’utente finale. C’è da lavorare molto in questo senso, anche se la sensibilizzazione sul tema ecologico e ambientale è ogni anno più forte».

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