Appello per i Corpi europei di solidarietà

La richiesta è che le reti giovanili e del volontariato siano coinvolte direttamente nella gestione degli European solidarity corps. A firmare  il documento sono diverse associazioni tra cui Legambiente , Lunaria e Arci Servizio civile. Rossella Muroni di Legambiente: “Possono giocare un ruolo fondamentale, ma solo se ci sarà un coinvolgimento e una valorizzazione reale”

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Un appello che riunisce associazioni che lavorano da decenni per la pace, l’intercultura e la costruzione di un’Europa solidale e unita. A lanciarlo infatti sono Legambiente, Lunaria, SCI, IBO, Informagiovani, Yap e Focsiv e Arci Servizio Civile. Il documento è nato dalla preoccupazione per il lancio del nuovo programma dei Corpi europei di solidarietà, annunciati dal presidente Juncker il 14 settembre scorso. «Siamo convinti che l’Europa abbia bisogno oggi più che mai di riscoprire e ripensare le proprie radici comuni a partire dalla solidarietà, la pace e la multiculturalità – spiega Rossella Muroni presidente di Legambiente  – In questo processo il volontariato e i Corpi europei di solidarietà possono giocare un ruolo fondamentale, ma solo se ci sarà un coinvolgimento e una valorizzazione reale delle tante esperienze, associazioni e comunità locali che da anni contribuiscono alla realizzazione di progetti di volontariato in Europa e nel mondo».  

Le principali reti europee dei due settori, sostenute da vari Parlamentari europei, hanno riassunto le proprie proposte per l’attuazione dei Corpi, nel documento Recommendations of the Youth and Volunteering sectors on the European Solidarity Corps. Chiedono a tutti i rappresentanti politici di farsi portavoce con la Commissione europea e il governo italiano affinché le reti giovanili e del volontariato siano coinvolte direttamente nella gestione dei Corpi europei di solidarietà. “Sarebbe illusorio pensare che continuando con l’approccio motu proprio – si legge nell’appello – sia possibile realizzare le aspettative enunciate e mobilitare il numero dichiarato di giovani europei. I campi di volontariato già coinvolgono ogni anno più di 30.000 volontari, crediamo sia fondamentale includerli, sostenerli e valorizzarli attraverso questo nuovo programma”.

Inoltre sottolineano che “la compresenza del Volunteering strand e del professional strand, ovvero la promozione di opportunità di volontariato e di opportunità di lavoro, crea confusione rispetto alle finalità dei Corpi Europei di Solidarietà e, nello stesso tempo rischia di sminuire il valore intrinseco del Volontariato quale dono di professionalità e competenza al servizio dei bisogni di una comunità e nell’interesse del Bene Comune”.

Chiedono che le priorità delle attività dei Corpi siano chiare: “i Corpi europei di solidarietà possono contribuire al rilancio della Ue, mobilitandone le migliori energie e con effetti moltiplicatori – si legge nell’appello – Perché questo possa avvenire va fatta chiarezza sulle priorità operative, che dovrebbero comprendere: iniziative per la piena attuazione in tutti gli Stati Membri della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea; la sinergia con il Servizio Volontario Europeo; il coinvolgimento dei partecipanti nelle proprie realtà locali, e non solo in progetti multinazionali; il far leva sulle esperienze esistenti di volontariato, rafforzando, con il sostegno delle istituzioni Ue, il volontariato come agente di cambiamento per comunità locali più inclusive e solidali”.

Infine descrivono in dettaglio che tipo di bisogni e valori debbano ispirare i progetti e chiedono che i meccanismi gestionali siano semplici, che i corpi europei di pace coinvolgano anche gli adulti e gli anziani e che nuove risorse finanziarie siano identificate per le attività dei Corpi.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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