Animali vittime sulle strade

rana

di Stefano Erbaggio

Morti sulle strade. Le vittime le attraversano di notte, quando c’è poca visibilità, per raggiungere l’altro lato del bosco, con la speranza di trovare cibo o sfuggire ad un pericolo. Non si aspettano di trovarne un altro in agguato, accidentale quanto fatale. Si tratta di volpi, ricci, faine, civette… e tanti altri rappresentanti della fauna selvatica dei nostri territori. Il fenomeno non è da sottovalutare: in tutta Italia si stimano tra i 10 ed i 100 milioni di animali investiti ogni anno, pari a circa il 2% di incidenti stradali. “Via libera!” è un progetto di ecologia stradale che vuole studiare questo fenomeno, e nasce in Campania grazie all’associazione Ardea (Associazione per la ricerca, la divulgazione e l’educazione ambientale). «Le finalità di questo progettospiega il dottor Francesco Valerio, responsabile dei “Via libera!” – derivano principalmente dalla necessità di descrivere un primo stato dell’arte riguardo gli impatti stradali con la fauna selvatica, informazioni spesso scarse e frammentate». Dai dati raccolti (gennaio 2013 – maggio 2015), tra le vittime principali della strada c’è la volpe, con quasi 150 ritrovamenti di individui morti, seguita da riccio e faina. «Oltre a descrivere le specie più minacciate – racconta il dottor Valerio – tra gli scopi del progetto vi è quello di individuare le aree più a rischio per l’attraversamento stradale. È necessario – conclude – avere a disposizione quante più informazioni possibili per individuare corridoi ecologici, per capire le aree con più specie investite (in termini numerici e di diversità), al fine di predisporre consigli di misure cautelative locali; misure che possano agevolare il passaggio della fauna, migliorando non solo la convivenza tra animali e veicoli, ma diminuendo anche il tasso di incidenti, dei quali a volte mortali». Oltre i mammiferi di media taglia, tra le vittime della strada figurano anche anfibi, rettili e uccelli, come dimostrano i numerosi ritrovamenti di rane, rospi, serpenti, rapaci diurni e notturni. La distribuzione è omogenea: da nord a sud, ogni area protetta della Campania ha le proprie vittime. I dati maggiori si concentrano sul Matese e tra il Vesuvio ed i Monti Picentini, meno dati invece per il Cilento, mentre anche quelle zone a ridosso delle aree urbane non fanno eccezione, come i Campi Flegrei.

L’assenza di dati significativa potrebbe anche essere imputata alla carenza di rilevatori. “Via libera!” punta anche a questo: sensibilizzare i cittadini rendendoli parte integrante dell’iniziativa. Si configura dunque come un progetto di “citizen science”, la partecipazione dei cittadini alla ricerca scientifica. Il lavoro d’analisi del progetto, infatti, è svolto da personale specializzato, mentre la raccolta dati può essere effettuata da chiunque. Qualunque cittadino trovi il cadavere di un animale sul ciglio della strada può fotografarlo ed inviare tale segnalazione, tramite una email (vialibera@ardeaonlus.it), ad un team di scienziati pronti a raccogliere e catalogare il dato. Un ottimo esempio, come tanti altri, per coinvolgere il cittadino in progetti di ricerca scientifica, rendendolo partecipe in prima persona alla conservazione della biodiversità ed accorciando la distanza che lo separa dalla natura stessa.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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