Amazzonia, a teatro per il Pianeta

Amazzonia, uno spettacolo dove nessuno, nemmeno lo spettatore può non essere tirato in causa.

Una storia ecologica che, partendo da una favola brasiliana dove i bambini diventano stelle e le ragazze vengono prese dalla luna, si trasforma in un racconto che arriva ai giorni nostri, all’ambiente che deve essere difeso e ai politici che non riescono a dire quanto gravemente malato sia ormai il nostro pianeta.
L’idea nasce da Enrico Maria Falconi, regista dell’opera, e dall’Enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì”.
«C’è un punto che mi ha toccato particolarmente – racconta il regista alla Nuova Ecologia – la parte che dice che tutto è collegato, qui ho pensato che in un sistema di globalizzazione, se sta male un sud del mondo per forza starà male un altro Sud, perché si ammala tutto il sistema».

Si entra in sala attraversando un a cortina di nebbia e si è già nella foresta, mentre si cerca la propria poltrona, gli indios sono già li, che seguono lo spettatore, toccano e studiano i suoi vestiti, le sue scarpe, il suo orologio, stupiti con gli occhi grandi di chi guarda qualcosa per la prima volta.

Un’esperienza completamente immersiva, si è avvolti dalla musica, dai suoni della foresta, dell’acqua, degli animali. Dopo la favola tutto diventa più rapido, la magia è interrotta da rumori moderni, arrivano il vescovo Bartolomé De las Casas e Juan Gines de Sepùlveda umanista spagnolo che al contrario di de las Casas riteneva gli indios esseri inferiori privi di intelligenza.
Con un ritmo incalzante, che fa aumentare i battiti anche a chi è seduto comodamente in poltrona, si arriva a oggi: siamo a Napoli, in un altro sud dove la gente e i problemi si intrecciano, dove né le persone né l’ambiente sono salvaguardati. E l’Amazzonia diventa periferia d’Italia perché nessun posto è cosi lontano da poter essere escluso.
Ma lo scenario generale è sempre più triste perché non siamo riusciti a prenderci cura delle persone e del nostro pianeta, la Terra grida, le acque sono piene di rifiuti, i campi colmi di veleno, il cielo è grigio e allora “Laudato non sei mio signore perché senza rispetto trattiamo l’uomo e la madre Terra; laudato non sei mio signore per il fuoco che invece usiamo per la deforestazione. Ma laudato sei mio signore ogni volta che un uomo muore senza essere complice del male”. Non possiamo più permetterci una globalizzazione dell’indifferenza, è ora che ci muoviamo tutti per difendere il nostro Pianeta e noi stessi perché tutto può essere messo in discussione tranne la voglia di trattarci meglio.

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Amazzonia,  scritto e diretto da Enrico Maria Falconi.
Al teatro Ambra alla Garbatella  dal 27 al 29 aprile 2017

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