Al via il Festival italiano dello sviluppo sostenibile

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Duecento eventi per il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile da oggi,  22 maggio, con l’inaugurazione a Napoli, fino al 7 giugno con la chiusura a Roma, passando per tutto il panorama nazionale.

“Una grande occasione di confronto e di condivisione di pratiche virtuose che possono cambiare il nostro modello di sviluppo e, quindi, le politiche, le strategie aziendali e i comportamenti individuali.” sottolinea il presidente dell’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile). Nel settembre 2015, 193 Paesi, compresa l’Italia, hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Assemblea Generale dell’Onu accettando di rispettare una traguardo formato da 17 obiettivi e da 169 target da raggiungere entro, e non oltre, il 2030.  Un nastro d’arrivo formato dall’acqua pulita per tutti a un lavoro dignitoso, passando per la realizzazione di modelli duraturi di produzione e consumo della tutela dei mari, dal contrasto al cambiamento climatico, all’organizzazione di comunità e città sostenibili.

“Rispetto ai 17 obiettivi, l’Italia compare nella ‘zona rossa’, cioè in una condizione critica, in sette obiettivi: educazione, occupazione, disuguaglianze, consumo responsabile, lotta contro il cambiamento climatico, pace e giustizia, e partnership e in quella ‘gialla’ nei rimanenti 10, mentre in nessun caso rientra in quella ‘verde’, cioè in linea con gli obiettivi. È proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare il Festival, che ha lo scopo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e centrale nell’agenda politica, e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento ”, dichiara Enrico Giovannini, portavoce ASviS.

Alla luce di tutto ciò, il 2017 sarà un anno cruciale per la diffusione della cultura dello sviluppo sostenibile in Italia e per decidere, magari utilizzando le occasioni offerte dall’agenda internazionale, se il nostro Paese intende davvero onorare gli impegni assunti in sede ONU e fare della sostenibilità economica, sociale e ambientale l’obiettivo imprescindibile del proprio futuro.

La manifestazione si apre oggi 22 maggio a Napoli con un incontro a Palazzo Reale dedicato alle disuguaglianze che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, del ministro del Lavoro Giuliano Poletti e del ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti. E si concluderà a Montecitorio il 7 giugno, alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

 

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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