Agenzie ambientali,
la volta buona

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Dopo l’approvazione della legge 68 del 22 maggio 2015, che inserisce finalmente gli ecoreati nel codice penale, e le numerose misure positive contenute nel cosiddetto “collegato ambientale”, approvato a fine 2015, l’approvazione del ddl 1458 sul Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente sarebbe un ulteriore importante passo in avanti per le politiche ambientali in Italia. Ma anche in questo caso, come era successo per gli ecoreati, il disegno di legge dopo essere stato approvato all’unanimita dalla Camera nell’aprile 2014 si e inabissato al Senato.

La sua approvazione sarà uno dei nostri prossimi impegni, a partire da un’azione di pressione rivolta ai parlamentari e all’opinione pubblica. Nel testo licenziato dalla Camera ci sono elementi positivi e importanti. In particolare si formalizza un Sistema nazionale delle agenzie ambientali (Arpa) con la funzione di coordinamento, individuazione delle priorita di intervento e di lavoro (condiviso e valido su tutto il territorio nazionale) e la definizione di livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (Lepta), con l’obiettivo di offrire a tutti i cittadini, le amministrazioni e i diversi soggetti interessati un livello di supporto e controllo garantito. Una riflessione deve essere fatta anche sulle risorse economiche, considerando che negli ultimi anni quelle destinate alle Arpa sono diminuite. Una conseguenza della mancata percezione dell’importante funzione, ambientale e sanitaria, che potrebbe essere messa in campo.

Occorre garantire risorse adeguate al sistema, certe e costanti nel tempo, da investire in personale, strumenti di analisi e attivita di formazione. Perché sia garantito il loro corretto utilizzo, però, sarà necessario controllare che ci sia anche un costante miglioramento delle prestazioni e delle attività, e il superamento delle inefficienze e mancanze che persistono nel sistema delle Arpa. Solo rafforzando il sistema di controllo e valutazione ambientale pubblico, rendendolo più efficace, potremo ristabilire quel clima di fiducia nei cittadini verso le istituzioni preposte ai controlli, non sempre tangibile sul territorio, e necessario anche per facilitare la riconversione ecologica del sistema industriale del paese.

* Giorgio Zampetti è il responsabile scientifico di Legambiente

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