Acqua da mordere

La scommessa di un’impresa londinese di packaging sostenibile

acqua da mordere

La sua forma ricorda una grande goccia dalla consistenza gelatinosa. La sua doppia membrana incapsula liquidi – acqua, succhi di frutta, alcolici – imitando il comportamento della frutta. Si tratta di “Ooho”, contenitore a base di alghe, biodegradabile e commestibile, che promette di mandare in pensione le bottiglie di plastica, rivoluzionando il mercato degli imballaggi monouso. È la scommessa di Skipping rocks lab, impresa londinese di packaging sostenibile che punta a fornire alle aziende un’alternativa alle confezioni in plastica. Senza produrre rifi uti, emettere CO2 e a un costo inferiore dei recipienti in pet (2 cent l’uno). «Ogni anno vengono consumate 36 miliardi di bottiglie di plastica nel mondo. Per produrne una sono necessari 7 litri d’acqua e 200 grammi di petrolio, generando rifi uti che richiedono almeno 700 anni per decomporsi», dichiara Rodrigo Garcia Gonzalez, ingegnere spagnolo, Ceo di Skipping rocks lab. Per dissetarsi basta sbucciare il baloon come fosse un arancia, poi morderlo e succhiarlo, oppure mangiarlo. Se gettata via, la buccia insapore che protegge l’interno è compostabile in quattro settimane. Il segreto della sfera sta nelle alghe brune, da cui viene estratto l’acido alginico, un gelifi cante usato nell’industria alimentare, ad esempio nei budini. «Mescolato in acqua con un altro additivo – spiega Garcia Gonzalez – il cloruro di calcio crea un gel capace di contenere acqua». E lo fa grazie al processo di sferifi cazione, ben noto nella cucina molecolare.

La tecnica, sviluppata nel ‘46 per fare caviale falso, trasforma i liquidi in sfere. Ed è stata ripresa nel ‘90 dallo chef spagnolo Ferran Andrià, dal quale l’ingegnere dice di aver preso ispirazione. La sperimentazione, cominciata nella cucina di casa con due compagni universitari, Pierre Yves Paslier e Guillaume Couche, ha dato vita a una serie di video tutorial, diffusi online con licenza Creative commons, consentendo a tutti di preparare un globulo “fai da te”. Un’iniziativa diventata virale, tanto da convincere l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia a fi nanziare il progetto con 20 milioni di sterline. «Dal 2014 abbiamo sviluppato la tecnologia e migliorato le proprietà del materiale all’Imperial College di Londra, dove oltre 160 studenti di Chimica hanno ottimizzato le membrane in termini di resistenza meccanica e biodegradabilità», racconta Pierre Yves Paslier. «Abbiamo poi sviluppato una macchina per la produzione automatica», aggiunge Garcia Gonzalez. Per avviarla è stata lanciata, lo scorso aprile, una campagna di crowdfunding, che ha raccolto 850.000 sterline in pochi giorni. Trattandosi di un prodotto alimentare che si mantiene pochi giorni, l’idea è quella di fornire alle aziende la tecnologia per incapsulare le proprie bevande, per distribuirle a km 0 a negozi ed eventi. In attesa del lancio, previsto nel 2018, Ooho sarà distribuito in tre formati (20, 55 e 150 ml) alla maratona di Londra e al festival musicale di Glastonbury, che si terrà a fi ne mese in Inghilterra.

come si fa?

Soluzione di cloruro di calcio
Aggiungere a un bicchiere d’acqua del cloruro di calcio (E506), acquistabile in farmacia (9 grammi per un litro d’acqua) e  miscelare con un mixer a immersione.

Il bagno di alghe
Aggiungere a un bicchiere d’acqua dell’alginato di sodio (E401), acquistabile online (8 grammi per un litro d’acqua). Miscelare con un mixer a immersione. Aspirare il composto con una siringa e lasciarlo cadere goccia a goccia nella soluzione di cloruro di calcio

Sferificazione
Grazie all’alginato e allo scambio ionico con il cloruro le gocce formeranno dei globuli gelatinosi, rimanendo solide fuori e  liquide dentro, se rimosse entro 20 secondi. Aggiungendo alla soluzione del ghiaccio il calcio e le alghe resteranno nella  membrana, formando sfere più grandi.

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