Record di contatti per Il bacio azzurro, film che racconta l’acqua. Oltre 22 milioni sui media nazionali in un anno. Il caso ha richiamato subito l’interesse dell’Onu e dell’Unesco, che hanno patrocinato il lungometraggio riconoscendolo come opera essenziale. 

Ambientato in Irpinia, in uno dei bacini idrici più grandi d’Europa, il film di Pino Tordiglione rappresenta un’interessante contaminazione tra film di finzione, documentario e opera di poesia. Il bacio azzurro fonde una finalità educativa precisa, quella dell’acqua come bene fondamentale da preservare e tutelare, con il bagaglio di emozioni e di valori che l’acqua rappresenta per ciascun individuo: vita, suoni, stagioni. L’idea è quella di restituire al pubblico l’immaginario uomo natura con una nuova sensibilità artistica, ma anche su impulso di una specifica e complessiva volontà di tutela. 

Il lungometraggio, in cui figurano Remo Girone, Sebastiano Somma, Claudio Lippi e Lorenzo D’Agata, racconta in tono fiabesco la storia di Francesco, ragazzino cresciuto da una madre separata. Apparentemente felice, vive l’assenza del padre come una silenziosa ferita. La storia è quasi un pretesto per introdurre la vera protagonista: l’anima dell’acqua. Il film integra, parallelamente alla finzione, i contributi di scienziati e uomini dello spirito: Masaru Emoto, Angaangaq Angakkorsuag, Bob Randall, Maka’Ala Yates, Sobonfu Somé e Lynne McTaggart.

Studioso di tematiche giuridiche agraristiche-ambientali, come giornalista collabora con diverse testate, lavora in uffici stampa e ha condotto trasmissioni radio e tv. Ha insegnato “Diritto e legislazione dello spettacolo” presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo ed è il direttore artistico del Green Movie Film Fest.
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