Lavorare smart

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C’è stato un tempo in cui la parola “conciliazione” era uno spauracchio per il datore di lavoro, oggi è percepita come un’opportunità. La crisi ha portato a licenziamenti di massa, ma le imprese più illuminate hanno colto l’occasione per ristrutturazioni profonde e positive. Complice la tecnologia, s’è fatta strada l’idea dello smartworking. Uno dei protagonisti di questo cambiamento è la Variazioni srl, che dà consulenze alle aziende per il benessere dei lavoratori. «Sullo smartworking stiamo insistendo tanto – spiega Arianna Visentini, fondatrice della società – Ci sta consentendo di dimostrare la tesi che il worklife balance, la conciliazione fra vita e lavoro, è legato a produttività e engagement, la motivazione. Il lavoratore è contento di lavorare per la sua azienda, che consiglia ad altri potenziali lavoratori, ed è disposto a dedicare il suo tempo per raggiungere gli obiettivi aziendali. Oggi “conciliazione” vuol dire risparmiare – scrivanie, ampiezza degli uffici, diaria – e mettere le persone nelle condizioni di lavorare meglio. Il lavoratore è più soddisfatto perché risparmia tempo e denaro: non prende l’auto, quindi risparmia sul carburante e diminuisce il suo impatto, non chiama la babysitter e risparmia tempo di vita, eliminando le ore di viaggio. È un tema che integra produttività e conciliazione, come riguarda entrambi i generi: la flessibilità è richiesta in egual misura da uomini e donne. Si tratta di una ricomposizione di interessi e di convenienze. Migliorare il benessere lavorativo sembra un paradosso ma è una risposta alla crisi».

Com’è nata l’idea di Variazioni?
Nel 2003, prendendo spunto da senso, obiettivi e strumenti proposti dall’art. 9 della legge 53 del 2000. Una norma che regolamentava e finanziava il worklife balance, disponendo un’importante quantità di fondi per le aziende private e pubbliche che si adoperavano per migliorare la soddisfazione dei dipendenti in ambito lavorativo grazie all’adozione di misure sperimentali e innovative di conciliazione.

Un caso esemplare della vostra consulenza?
L’incontro con Tetrapak, proficuo anche perché è sempre stata un’azienda all’avanguardia. Ha fatto della politica dell’uomo al centro del lavoro il segreto del suo successo. In questo caso è stato ad esempio potenziato l’orario del nido, potenziati i servizi a chiamata di babysitter per madri e padri che viaggiano o in caso di malattia improvvisa. Abbiamo rivisto le policy sulla gestione della maternità, che hanno dato vita a un piccolo software aziendale: uno scadenziario che tiene in agenda gli appuntamenti e accompagna i due soggetti, il neo genitore in maternità/paternità e il datore di lavoro, nelle varie fasi del periodo di assenza. Con l’uso del Maternity program non si rischia l’isolamento e la lavoratrice è aiutata a tornare a lavoro senza traumi. E ancora: il progetto Connect card, con cui l’azienda mette a disposizione delle chiavette di connessione quando i colleghi hanno bisogno di lavorare da casa.

Che cosa succede oggi, con le risorse disposte dalla legge del 2000 esaurite?
Fortunatamente sono in via di definizione altri strumenti normativi per andare incontro al benessere dei lavoratori. La legge di stabilità 2016 prevede la possibilità di riconoscere premi aziendali in voucher, e queste cifre sono detassate. Accade lo stesso nei casi in cui il premio di produttività è riconosciuto in welfare (asilo nido, formazione, palestra). Merita una menzione poi il disegno di legge sul “lavoro agile”, in via di approvazione. Va nella direzione di normare e regolare la flessibilità, poiché uno degli ostacoli all’attuazione dello smart working è la sicurezza dei lavoratori: molte imprese non sono in grado di investire in assicurazioni integrative per i dipendenti e vedono di buon occhio la definizione di una copertura istituzionale e l’apertura di un’apposita classe di rischio da parte di Inail. Se il ddl diventerà legge si potranno stipulare accordi individuali che consentiranno di lavorare in una sede diversa da quella aziendale.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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