Guardiani dello Stretto

Circolo RC

Io sono parte di tutto ciò che ho incontrato”. È la frase del filosofo spagnolo Ortega y Gasset che il circolo di Legambiente di Reggio Calabria ha scelto come slogan per festeggiare, il mese prossimo, il suo trentennale. «Per ricordare – spiega Nicoletta Palladino, presidente del circolo – che ci siamo arricchiti di tutte le persone e le realtà con le quali abbiamo animato il dialogo e combattuto vertenze che, partendo dal territorio, hanno assunto spesso rilevanza nazionale». Come il Ponte sullo Stretto oppure la lotta contro il progetto di centrale a carbone a Saline Joniche, oggi, e a Gioia Tauro negli anni ‘80. Una vicenda che diede il battesimo di fuoco al circolo reggino, fra i promotori nella Piana del referendum del 22 dicembre 1985 in cui stravinse il “no”.

«Ma noi non ci limitammo ad opporci alla centrale, avanzammo anche, proposte concrete, supportate scientificamente, di sviluppo pulito per il territorio», ricorda Benito Spanti, primo presidente del circolo. «Abbiamo sempre praticato un ambientalismo sociale, a tutto campo – aggiunge Giovanni Crotti, presidente dall’89 al ‘92 – Non a caso siamo stati in rapporto costante con i sindacati, i migranti e i disabili. Categorie che sembravano lontane dalle nostre tematiche. D’altronde il gruppo che ha dato vita al circolo cercava un modello organizzativo per cambiare la società anche dal di fuori dei partiti». E lo trovò in Legambiente. Nel 1985, dunque, Ottavio Amaro, Nuccio Barillà, Natalina Cappello, Lidia Liotta, Cetty Morabito, Paola Sergi, Benito Spanti, Nuccio Venoso, costituirono il circolo di Legambiente a Reggio Calabria, dando negli anni un contributo importante. E non solo localmente. Dal congresso di Perugia del 1986, infatti, con l’ingresso di una giovanissima rappresentante nel direttivo nazionale, il circolo è sempre stato presente nei vertici dell’associazione. D’altronde, molti temi cari a Legambiente “vivono” nel territorio reggino: la bellezza, certo, ma anche il malfunzionamento dei depuratori, la costruzione scriteriata di dighe (quelle del Menta sull’Aspromonte e del Metramo), l’erosione costiera, l’abusivismo edilizio, il dissesto idrogeologico.

Non a caso “Fiumare killer” l’inchiesta di copertina de La Nuova Ecologia di novembre 2010, per raccontare il “paese in piena”, parte dalla città dello Stretto. E ancora: le ecomafie e la costante ricerca di verità sulle navi a perdere. Da un esposto alla magistratura del circolo di Reggio Calabria, sostenuto dall’osservatorio nazionale ambiente e legalità, è nata l’inchiesta sul traffico di rifiuti radioattivi. «Legambiente a Reggio nacque in un contesto veramente difficile – riprende Benito Spanti – c’era una grave emergenza di nettezza urbana e una guerra di mafia devastante. Parlare di ambiente non era facile. Ecco perché, oltre lo scontro duro, abbiamo sempre cercato forme creative di coinvolgimento ». Come la Corrireggio, storica corsa che si svolge ogni 25 aprile e che ha sottratto all’abusivismo la collina di Pentimele, uno splendido balcone sullo Stretto. O come la “rivolta dei passeggini” del 2004 per chiedere più qualità della vita in città. Legambiente, in un tratto del suo cammino, con Nuccio Barillà, assessore all’Ambiente, si è messa collettivamente al servizio della città nella memorabile “Primavera di Reggio” guidata dal sindaco Italo Falcomatà. Oggi accanto al gruppo storico ci sono dei giovani, e una segreteria tutta al femminile, nuova forza per il circolo, che ha raggiunto quasi 200 soci, ma le adesioni sono molte di più se si contano le numerose tessere collettive di cooperative, circoli culturali e imprese della green economy. Uno slancio che nasce da una nuova sfida. «Il territorio della provincia di Reggio – spiega Nicoletta Palladino – diventa città metropolitana. Quindi ci poniamo l’obiettivo di avere un avamposto legambientino in tutti i paesi per poter difendere e valorizzare le “pepite ecologiche” della nuova città». Insomma dei guardiani del territorio per rafforzare il radicamento e per lanciare la sfida della bellezza e della buona occupazione.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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