Cop21, vicini alla meta

fabius

È una bozza di accordo “giusta, ambiziosa, equilibrata e che riflette tutte le parti. È giuridicamente vincolante. Siamo arrivati alla fine di un percorso ma anche all’inizio di un altro. È uno storico punto di svolta. Il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi”. Così Laurent Fabius, ministro degli Esteri francese e presidente della Cop21, ha presentato l’accordo raggiunto dalla Conferenza sul clima di Parigi. Al suo fianco, il presidente Francois Hollande e il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

L’intesa, che sarebbe dovuta essere presentata alle 9, è stata finalizzata soltanto questa notte dopo trattative serrate. Prima di essere presentato, il testo è stato inoltre dovuto essere tradotto nelle sei lingue adottate dalla Cop. Ora la palla passa all’assemblea che si riunirà in plenaria alle 15.45 per discutere, e si spera adottare, il documento.

L’obiettivo più ambizioso annunciato, accolto con numerosi applausi dalla platea, è quello di limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi entro il 2020, forse fino agli 1,5 gradi”. Andava poi superato lo scoglio finanziamenti per i paesi in via di sviluppo. L’accordo prevede che i 100 miliardi di dollari all’anno, da qui al 2020, siano soltanto “una base di partenza, e che un nuovo obiettivo con un numero dovrà essere stabilito nel 2025”. I singoli piani nazionali per il taglio dei gas climalteranti saranno invece sottoposti a revisione ogni cinque anni.

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