L’Oms ha ufficialmente inserito la carne rossa, specialmente quella trattata, come sostanza cangerogena.  Wurstel, carni salate o affumicate come prosciutti, speck, carni in scatola, carni alla brace sono state infatti inserite nella tabella 1, ovvero quelle delle sostanze cangerogene  senza se e senza ma, in compagnia di sigarette, benzene, amianto ed arsenico….

Ma non basta: anche le carni rosse non lavorate (manzo, maiale, pecora, agnello, cavallo e capra) sono state inserite tra le sostanze  “probabilmente cancerogene” ovvero nella  tabella 2: chi troviamo in questa tabella? Glisofato, diserbanti e pesticidi vari. 

Nello studio, che potete trovare per intero su The Lancet Oncology, si evidenzia tra l’altro che anche minime quantità di carne creino un  rischio per la salute, bastano infatti “cinquanta grammi al giorno di carni trasformate per far crescere il rischio del 18% di tumori”  in primis al colon, prostata e pancreas.

Per ogni vegano, che per anni si è subito “angherie” a tavola con le classiche domande “dove prendi le proteine ?”  o il ferro o ancora di più la mitica B12 , è arrivato il momento della riscossa! Di fatto l’OMS ha ufficializzato, sulla base di migliaia di studi qualcosa che non è certo una novità: il professor Veronesi, oncologo, da anni sostiene il legame tra carne e tumore e promuove in italia una dieta senza carne, il professor Ph. D. Colin Campbell, autore del best seller “The China Study” uscito nel 2005,  sostiene che la scelta vegan è la scelta migliore per la salute umana.  Lo stesso ex presidente Clinton, dopo aver rischiato la vita per un infarto e subito un quadruplice intervento di bypass è diventato vegano, proprio sotto le cure di Campbell. E pensare che era un arduo sostenitore dell’hamburger. Potremmo citare altre decine se non centinaia di studi e di importanti medici che sostengono che abbandonare carne pesce e derivati animali sia la via migliore per una vita sana . Ora stiamo già assistendo al tentativo delle lobby della carne e dei fast food di minimizzare e camuffare la notizia, ma certo non potranno dire che ora anche l’organizzazione mondiale della sanità sia diventata un covo di vegani ! 

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la scelta vegan è in primo luogo una scelta etica. La parola stessa nasce come nel 1944 come neologismo creato da Donald Watson fondatore appunto della Vegan Society di Londra. Ed il vegano è colui che per etica ed empatia verso la vita, umana ed animale,  decide chiaramente di non cibarsene. Ma non solo. Decide anche di non vestire con tessuti che comportino la sofferenza, morte o sfruttamento di animali. Decide di boicottare e protestare contro la vivisezione che già nel 1979 fu denunciata nel libro Imperatrice Nuda di Hans Ruesh  come pratica crudele, inumana, antiscientifica. Si oppone allo sfruttamento dei circhi negli animali o nei delfinari e sostiene invece i veri artisti circensi, quelli che con sudore e passione creano uno spettacolo con la grazia e l’eleganza dei propri corpi. Si oppone alla caccia e pensa che l’unica caccia da fare nei boschi sia quella ai mirtilli o alle more o al massimo a qualche animale… Ma solo per fotografarlo. 

La scelta Vegan non si ferma al mondo animale. Sottende al concetto di antispecismo, al combattere ogni discriminazione di sesso, razza e di specie. Significa essere antirazzisti ed antisessisti. Significa lottare contro l’omofobia, contro la violenza sulla donne e per un modello economico che non si basi sullo sfruttamento degli animali, dell’ambiente e delle persone. La scelta vegan riconcilia con i fratelli e le sorelle umani ed animali e con Madre Terra. “Con fratello sole e sorella luna”  per citare quel meraviglioso canto di San Francesco che amava a tal punto gli animali (e chiaramente non li mangiava!) da diventarne il santo protettore. 

Siamo sicuri che le lobby delle carne, le grandi multinazionali dei fast food staranno già organizzando campagne pubblicitarie per  distogliere l’attenzione dai dati dell’Oms, magari regalando insieme al panino con la carne tumorale l’ennesimo pupazzetto, un po’ come hanno fatto le lobby del tabacco con le sigarette realizzando cartelloni con medici che fumavano oppure uomini che fumavano circondati da splendide donne ed auto di lusso. Oggi sui pacchetti di sigarette c’è scritto che il fumo provoca il cancro e pensiamo che succederà lo stesso anche con gli hamburger, wurstel e company. 

Ma noi vorremmo vedere anche la scritta provoca la morte e la sofferenza di un animale indifeso che voleva vivere come ogni essere su questa terra. Un giorno ci arriveremo. 

 

 

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