Insieme contro la violenza sulle donne

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Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Secondo l’Oms si tratta di “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce un terzo delle donne nel mondo: Il 35% delle donne, ovvero 1 su 3, subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è quella domestica. A livello globale, ben il 38% dei femminicidi sono commessi dal partner. In Europa  oltre 25 donne su 100 sono abusate fisicamente o sessualmente dai partner.

E tra le molteplici forme di violenza  ci sono  le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e/o precoci, il mancato accesso all’istruzione, l’esclusione dal mondo del lavoro. Non è servita la ratifica da parte di numerosi paesi della Convenzione di Istanbul: in Italia la Convenzione è legge dal giugno 2013. Ma non basta certo una ratifica per estirpare una violenza radicata e perpetuata di generazione in generazione. Per questo l’appuntamento in Italia è per sabato 26 novembre a Roma per la manifestazione nazionale organizzata dalla rete “Non una di meno”. 

Il nome lo hanno preso da qui: “Ni una mujer menos, ni una muerta más”, non una donna in meno, non una morta in più. Lo ripeteva Susana Chávez, la poeta messicana, attivista per i diritti umani, che ha speso gran parte della sua vita nella denuncia dei femminicidi a Ciudad Juárez.  A soli 36 anni, è stata uccisa probabilmente per quella sua stessa battaglia.  “Ni una menos” è diventato il nome di un intero movimento che in America Latina riempie le piazze per dire no alla violenza sulle donne. Il suo grido ha avuto eco fin a qui, con la costituzione della Rete “Non una di meno”. 

“Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e a rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione” si legge nell’appello di lancio della manifestazione che partirà da piazza della Repubblica alle 14. “Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. È un fenomeno strutturale che come tale va affrontato”.

L’impegno della rete non finisce qui: proseguirà con discussione collettiva e divisa in otto tavoli tematici che si terrà domenica 27 novembre con l’obiettivo di scrivere un Piano nazionale femminista contro la violenza maschile. Verranno chieste politiche pubbliche di contrasto, educazione, formazione e l’effettivo, stabile finanziamento dei Centri Antiviolenza. Alla vigilia della manifestazione divampa la polemica sui social per lo spot della Rai in cui si vede una bambina che prevede nel suo futuro la violenza che subirà. La rete “Non una di meno” chiede a gran voce il suo ritiro, poiché è un “messaggio diseducativo e oltraggioso.” Non c’è nessuna predestinazione per la violenza. “Il fenomeno della violenza sulle donne è uno dei più gravi dell’involuzione culturale della società insicura destinata alla rovina – commenta Rossella Muroni, presidente di Legambiente – Dal diritto alla vita, passando per la realizzazione di noi stesse, fino alla felicità, passa il futuro di questo Paese”.

 

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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