2016: l’anno dei led

Verrà ricordato come il periodo in cui sta avvenendo una vera e propria rivoluzione nell’illuminazione delle nostre case. Anche se finora è stata fatta scarsa informazione

led

IL COMMENTO del Responsabile Efficienza energetica di Legambiente

Il 2016 sarà ricordato come l’anno nel quale i led hanno cominciato a diventare la normalità nelle case italiane ed europee. Dopo aver conquistato il settore commerciale degli uffici e dell’illuminazione stradale, ora i led puntano diretti alle luci di casa nostra, grazie ad un crollo verticale del costo dei prodotti ed alla messa al bando dei faretti alogeni a partire dal 1 settembre 2016. Le regole europee sull’efficienza energetica approvate qualche tempo fa impediscono dal 1 settembre 2016 l’acquisto di faretti alogeni al di sotto della classe B. Di fatto si tratta di una messa al bando dei faretti alogeni, quelli che siamo abituati a vedere anche nei banconi del bar ma che ormai sono comunissimi in controsoffitti e lampade a muro anche nelle case; si tratta delle lampadine più sprecone, che traducono in luce solo il 5% dell’energia, mentre il rimanente 95% viene sprecato in calore. La messa al bando riguarda sia i faretti con l’attacco tradizionale ad avvitamento (PAR30 ) che quelli con innesto a baionetta, caratterizzati da due piccoli agganci sul fondo (GU10) (si vedano foto allegate).

Nel solo 2013 nei 28 paesi dell’UE sono stati venduti 155 milioni di faretti alogeni di questo tipo (su un totale di 772 milioni di lampadine). I faretti in questione andranno ad esaurimento sugli scaffali: ad oggi è ancora possibile per i negozianti esaurire le scorte già acquistate, ma non sarà possibile effettuare alcun ordine di acquisto presso produttori e grossisti.

L’azione della Commissione è presto spiegata: complessivamente, l’illuminazione nelle case degli europei consuma una quantità impressionante di energia, equivalente al consumo domestico complessivo di tutte le case di Francia, Inghilterra Olanda Portogallo e Italia messe assieme. In tempi di cambiamento climatico sempre più rapido e violento, questo tipo di iniziative, che non hanno controindicazioni per l’ambiente e il portafoglio, sono particolarmente utili.

L’effetto per i consumatori europei è estremamente positivo: l’insieme delle regole europee che si occupano dell’efficienza (direttiva Ecodesign) produrranno un risparmio atteso per la famiglia media italiana di circa 465€ al 2020. L’effetto complessivo è quello di abbassare l’intensità energetica delle nostre economie nazionali, così come dimostrato da un recente rapporto del Centro di Ricerche Congiunto dell’UE (JRC). A differenza di altri strumenti come l’emission trading scheme (ETS) queste misure europee relative agli standard di efficienza dei prodotti stanno effettivamente funzionando. L’unico sostituto per i faretti alogeni messi fuori dal mercato sono quelli a led. I led domestici hanno visto una  rivoluzione nei prezzi negli ultimi anni, con le principali catene di rivenditori che offrono ormai faretti a led ad un prezzo dell’80-90% inferiore a quello di 5 anni fa, come si evidenzia in un rapporto recentemente pubblicato. Non soprende quindi, che IKEA, principale venditore nel nostro paese, già dall’anno scorso sia passato a vendere esclusivamente lampade e faretti a led in tutti i suoi negozi nel mondo. I  led sono infatti una scelta ovvia per i consumatori: un tipico faretto alogeno costa circa 1,8€ mentre un faretto led  di alta qualità, dimmerabile, della stessa luminosità costa 5,9€. Ma la vita dei faretti alogeni è molto breve, mediamente 8 volte di meno di quelli a led. Allo stesso tempo, i faretti classe D alogeni (non ne esistono di classe B o A) sono inefficienti e consumano 10 volte di più. Questo fa sì che l’apparente vantaggio nel costo di acquisto si trasformi in una vera e propria fregatura perché se lo si usa anche solo due ore al giorno, dopo sei mesi il faretto ha consumato tutto il vantaggio economico che aveva nel prezzo rispetto al led. Comperare faretti a led e pagare il corrispondente consumo elettrico, sui 10 anni di durata media, costa 20,98€. L’equivalente in faretti alogeni costava 159,67€. Se immaginiamo una casa con 7 faretti alogeni, una famiglia ogni anno pagherebbe 56€ in più tra bollette ed acquisto se scegliesse i faretti alogeni.

C’è stata una certa confusione nella stampa a riguardo di quali lampadine si stessero per mettere al bando dal primo settembre 2016. La colpa è della Commissione Europea e del Consiglio dei ministri europei che hanno posticipato la messa al bando delle lampadine (a bulbo, quindi, non i faretti) alogene di classe C e D, che avrebbero dovuto sparire dal mercato anch’esse e che invece, con il voto decisivo dell’Italia, sono state ammesse ancora alla vendita fino al 2018, con un danno ai consumatori europei calcolato in 6,6 Mld di euro di spesa inutile in bolletta. La ragione di questa apparentemente inspiegabile decisione, secondo alcuni, ha a che vedere con il fatto che i due principali produttori europei e mondiali di lampadine stanno per vendere questo ramo d’azienda ai loro attuali competitors cinesi e questo mancato introito dalle vendite averebbe potuto fare diminuire il valore delle azioni in borsa. Va sottolineato, infine, che i led non sono perfetti. C’è una competizione fortissima sul prezzo tra i produttori e la qualità potrebbe soffrire molto, soprattutto per le aziende appena entrate nel mercato e sconosciute. Per questa ragione Legambiente si raccomanda di affidarsi a marche conosciute e cercare il consiglio di associazioni di consumatori che realizzano test indipendenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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